Home Rubriche Cinefilos bulès Quei bravi ragazzi: recensione del film di Martin Scorsese

Quei bravi ragazzi: recensione del film di Martin Scorsese

891
CONDIVIDI
Quei bravi ragazzi

Quei bravi ragazzi è il film culto di Martin Scorsese del 1990 con protagonisti nel cast Ray Liotta, Robert De Niro, Joe pesci, Paul Sorvino e Lorraine Branco.

  • Anno: 1990
  • Regia: Martin Scorsese
  • Cast: Ray Liotta (Henry Hill), Robert De Niro (Jimmy Conway), Joe Pesci (Tommy De Vito), Paul Sorvino (Paulie Cicero), Lorraine Bracco (Kareen Hill)

Quei bravi ragazzi, la trama

Quei bravi ragazzi recensione poster

Trama: Henry Hill, mezzosangue italo-irlandese, a tredici anni ha già le idee ben chiare: vuole diventare un gangster, affascinato dalla vita di quei loschi signori che vede ogni giorno sotto casa, a Brooklyn. Il sogno presto diventa realtà, tra pallottole, rapine e amicizie fraterne.

 

 

Quei bravi ragazzi, il film 

Analisi: Il delitto paga bene. Titolo del libro di Nicholas Pileggi dedicato alla vita criminale di Henry Hill che ispira Quei Bravi Ragazzi di Martin Scorsese (che con Pileggi ha scritto la sceneggiatura); e, a giudicare dal positivo responso del pubblico e della critica, anche nel corso degli anni, senz’altro anche una massima che ben si accosta a Goodfellas – che di delitto (e un po’ di castigo) parla – e tanti altri fortunati gangster movie. Fatti per bene, naturalmente: non bastano, per far parlare di sé, un paio di cadaveri e le bottiglie di whiskey che saltano sotto i pallettoni.

Estremamente curata e godibile in Quei Bravi Ragazzi l’idea che fare il gangster sia una vocazione. C’è chi vuol fare il Presidente, chi lo sgherro – affidabile, rispettato, ma sempre sgherro: per salire, ci vuole sangue italico al 100% – della mafia italo americana. Una vocazione, quindi, pura come (e grazie a) gli occhioni e il viso pulito prestato da Ray Liotta a Henry Hill (che in realtà aveva ghigno e fattezze ben meno dolci). Il binomio aspetto simil-angelico – almeno prima degli stordimenti cocainomani della decadenza – e ambizioni mafiose è il cavallo di troia che sorregge il film, assieme alla voce narrante del protagonista che assieme allo spettatore ripercorre, con interventi lunghi e frequenti (e molto utili a Scorsese per organizzare tutto il materiale), i capitoli della parabola del protagonista.

Quei bravi ragazzi filmOttima la prova del citato Liotta, bene De Niro/Jimmy Conway – che interpreta, come al solito, Robert De Niro: niente più, e va bene così – grandiosa quella di Joe Pesci: complici scrittura e lavoro di Scorsese, dona allo schermo un Tommy De Vito terribile, violento e ridanciano. Un’icona del male, così devoto alla mamma e alle femmine, così spietato, svitato come solo i peggiori criminali sanno essere. Un animale agghindato che vicino all’impiegato (che comunque ruba e spara) Henry Hill risalta come una bestiolina a cui cercheresti la diabolica coda.

Di grande efficacia il personaggio della signora Hill, interpretato da Lorraine Bracco, esplosa in Goodfellas come moglie di un gangster e tornata alla ribalta come analista del compianto mafioso Tony Soprano. Kareen è tempestata da sentimenti contrastanti: amore, paura, desiderio di ricchezza e di rompere con il conformismo della sua famiglia, disprezzo verso l’incipriato club delle mogli dei mafiosi, timore per la monotonia. E in questa ragnatela galleggia, sfilacciandosi di un male che mai appare immeritato.

Un film da consigliare, di fama tuttavia un po’ gonfiata: succede, quando di mezzo ci sono pistolettate e uomini d’onore.