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Scusate il ritardo – recensione

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Anno: 1983

Regia: Massimo Troisi

Cast: Massimo Troisi, Lello Arena, Giuliana De Sio, Lina Polito, Olimpia Di Maio, Franco Acampora.

Trama: Vincenzo è un giovane napoletano disoccupato, petulante e imbranato, che vive in famiglia all’ombra del fratello maggiore Alfredo, più rispettato e considerato di lui dalla madre e dalla sorella. Tra un battibecco e l’altro, Vincenzo deve pure sorbirsi le pene d’amore del depresso Tonino, il quale lo chiama per sfogarsi anche per strada sotto la pioggia.

Ma qualcosa di bello accade nella sua monotona vita: si invaghisce di un’ex compagna di scuola della sorella, Anna, con la quale passa le notti nella casa di un anziano professore zitello che vive nel suo condominio. Questi incontri però finiscono per essere solo l’occasione per mettere in scena le differenze tra i due, con Anna che vorrebbe maggiori attenzioni mentre Vincenzo è introverso e schivo.

Analisi: Scusate il ritardo è il secondo film da regista di Massimo Troisi. Pare si chiami così per il lasso di tempo trascorso dal film d’esordio (Ricomincio da tre, 1981), ma anche per le difficoltà del protagonista nell’esprimere i propri sentimenti alla donna amata. Questo lungometraggio può essere considerato tanto il più amato dal pubblico, quanto il più riuscito del regista. Troisi inscena infatti il meglio del proprio repertorio, imponendosi come nuova maschera, con caratteristiche proprie, senza alcun tentativo di imitare i classici della comicità napoletana del dopoguerra e diventando così egli stesso un classico, oggetto di imitazioni da parte di altri comici che lo hanno succeduto.

In questa storia Troisi mette in campo un napoletano atipico, lontano dagli stereotipi che vedono il partenopeo giullaresco o vulcanico. Anzi Vincenzo è chiuso e malinconico, restio ad esternare qualsiasi sentimento.

Troisi è stato una grande novità del cinema italiano degli anni ’80-inizio ’90, una novità che come una cometa si è bruciata in fretta. Ha ideato e portato a teatro prima, e sul grande schermo poi, degli specifici tratti caratteriali, inimitabili e inconfondibili mimiche facciali e gestualità, che il pubblico ha fin da subito amato, specie i giovani.

A spalleggiarlo Lello Arena – nei panni del depresso Tonino – già partner di Troisi in Ricomincio da tre e in No, grazie, il caffè mi rende nervoso, e insieme a Enzo De Caro nel trio comico La Smorfia.

Ad interpretare Anna è invece Giuliana De Sio, attrice molto richiesta negli anni ’80, che invece nei decenni successivi ha lavorato più per teatro e tv. A concludere il cast la simpaticissima Olimpia Di Maio nei panni della madre di Vincenzo, Lina Polito nelle vesti della sorella Patrizia e Franco Acampora che interpreta il fratello tutto d’un pezzo Alfredo.

Il film incassò 3 miliardi e mezzo al botteghino. Ottenne numerosi premi tra cui il David di Donatello per il miglior attore non protagonista a Lello Arena e per la migliore attrice non protagonista a Lina Polito. Troisi si aggiudicò invece la Maschera d’Argento, il Premio UBU, il Biglietto d’oro per l’incasso della stagione 1982-1983 e il Premio De Sica.

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