C’era una volta 2×20: recensione

Tamara e Greg  tramano alla grande, vestendo i panni de i cacciatori di streghe di turno e coinvolgendo Capitan Uncino nella loro missione, ma non sono gli unici: Regina, scoperto il piano dei ‘buoni’ per ritornare nella foresta incantata, inizia ad ordire il suo contro piano.

 

Dopo il focus su Tremotino, ora tocca all’altra ‘cattiva’ della serie: Regina Mills a Storybrooke e Regina Cattiva nel mondo delle fiabe. Nonostante sia capace di malvagità di un certo livello, il suo personaggio ha sempre sofferto di un problema fondamentale e cioè la debolezza delle origini della sua malvagità: un cattivo che si rispetti non può essere tale solo perché è alla disperata ricerca di attenzioni, altrimenti scade nella pura e semplice tristezza.

Come nell’episodio scorso, siamo in bilico tra Storybrooke e il mondo delle fiabe ai tempi in cui Regina dava la caccia a Biancaneve, con l’aiuto di Tremotino, suo mentore. Un’ingenua Regina cerca di portare dalla sua parte il popolo, sperando che possa aiutarla a catturare la ‘fuori legge’ Biancaneve e, nel tentativo di avvicinarsi a loro, si trasforma in una contadina. Ma che risultato può ottenere la Regina Cattiva nello scontrarsi col mondo dei suoi sudditi? Vedendo con i propri occhi l’odio che provano verso di lei, Regina sembra soffrire più che mai. Una cattiva dal cuore così tenero? No, grazie. Se poi ci aggiungiamo la scena patetica dell’incontro di Regina (sotto mentite spoglie) con Biancaneve che trasuda zucchero da tutti i pori, proprio non ci siamo.
C'era una volta 2X20Certo, un personaggio non può essere né bianco, né nero… e va bene il fatto che abbia delle sfumature, ma qui si parla di coerenza: una persona che manda a morte senza tante storie chiunque le metta un minimo i bastoni tra le ruote, uomo o bambino che sia, non può sciogliersi per una storiella lacrimevole! E’ prerogativa di ogni serie che si rispetti assicurarsi la costruzione di un personaggio che abbia uno sviluppo coerente, per quanto assurda possa essere la trama: siamo nel mondo delle fiabe e accettiamo senza alcun problema che un bacio del Vero Amore possa scongiurare l’apocalisse, ma non possiamo neanche lontanamente immaginare che il cattivo si faccia intenerire dagli occhi dolci del suo peggior nemico, è fuor di ogni logica narrativa.

Intanto a Storybrooke Emma, la protagonista – bisogna ricordarlo e sottolinearlo, perché di certo non è la cosa più cristallina del mondo – , ricomincia a giocare di nuovo un ruolo abbastanza attivo: grazie al suo ‘sesto senso’ capisce che di Tamara non bisogna fidarsi e inizia ad indagare su di lei con l’aiuto di Henry.

Le premesse di un ritorno in grande stile della Regina Cattiva, createsi nell’episodio precedente, si infrangono nell’ennesima occasione mancata e non possiamo far altro che aspettare impazientemente la puntata numero ventidue, per porre fine a quella che si sta rivelando, a fasi leggermente alterne, una lenta agonia.

RASSEGNA PANORAMICA

Dalila Orefice
Studentessa di Arti e Scienze dello Spettacolo con una passione per Harry Potter che sfiora i limiti del patologico. Il sogno di una vita? Carta, penna e un buon film.
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