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Homeland – Caccia alla spia è una di quelle serie che ha contribuito a rivoluzionare il panorama mondiale delle serie tv, grazie alla sua struttura narrativa e visiva. La serie, che è andata in onda dal 2011 al 2018 con sette stagioni (per un totale di 84 episodi), ha conquistato il pubblico mondiale sin da subito grazie alle tematiche affrontate e alle grandiose performance dei suoi protagonisti.

Ecco, allora, dieci cose da sapere su Homeland – Caccia alla spia.

Homeland serie

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1. È stata offerta una collaborazione ad un regista d’eccezione. La produzione aveva pensato di far girare l’episodio pilota della serie a Ben Affleck. Tuttavia, il suo accordo con l’allora moglie Jennifer Garner, ovvero che se uno dei due lavorava l’altro sarebbe rimasto a casa con i bambini, gli ha impedito di accettare l’offerta.

2. Il personaggio protagonista sarebbe dovuto essere sano di mente. Il personaggio di Carrie non è stato originariamente scritto per avere il disturbo bipolare nella prima stesura della sceneggiatura. Il suo disturbo mentale è stato aggiunto dopo che Claire Danes è stata scelta e su espresso desiderio di Showtime.

3. Una serie che funga da stimolo. Il creatore dello show, Alex Ganza, ha commentato che Homeland – Caccia alla spia è una serie che si sforza sempre di essere sovversiva a sé stante e di essere uno stimolo per la conversazione, tanto da non poter fare a meno di ammirare questa caratteristica.

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4. È disponibile in streaming digitale. Grazie alla sua presenza sulle piattaforme di streaming digitale legale è possibile vedere o rivedere Homeland – Caccia alla spia. La serie, infatti, è disponibile su Netflix e Tim Vision.

Homeland episodi

5. Una delle stagioni è stata girata altrove. La quarta stagione della serie è stata realizzata completamente in Sud Africa. Secondo il regista e produttore Lesli Linka Glatter, la parte più difficile è stata trovare quartieri che assomigliassero ai sobborghi americani per realizzare le poche scene che si sono svolte attorno alla casa gemella di Carrie, protagonista della serie.

6. C’è un riferimento cinematografico. Nella terza stagione, il personaggio di Claire Danes chiede sarcasticamente a un agente dell’FBI: “Sai come vanno a finire Romeo e Giulietta?”. L’attrice, infatti, è stata scritturata come Juliet per la versione di Baz Lurhman, Romeo + Giulietta, al fianco di Leonardo DiCaprio e il riferimento a questo film è subito chiaro.

Homeland cast

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7. Un’interpretazione troppo realistica. Alcuni spettatori ritenevano che la performance attoriale di Claire Danes, che interpreta un’agente della CIA affetta da disturbo bipolare, fosse talmente realistica tanto da scrivere all’emittente televisiva per suggerire un momento di pausa.

8. Damian Lewis ha avuto subito il ruolo. L’attore, che ha preso parte in questa serie, non è stato nemmeno provinato. Infatti, i produttori Howard Gordon e Alex Gansa, sono rimasti talmente impressionati dalla sua performance in Keane (2004), tanto da offrirgli la parte nella serie direttamente al telefono.

9. Claire Danes ha fatto diverse ricerche. Per prepararsi al ruolo, l’attrice ha incontrato i funzionari della CIA. Ha anche guardato dei video realizzati da persone affette da disturbo bipolare e si è consultata con l’autrice Julie Fast che soffre dello stesso disturbo.

Homeland Prisoners of War

10. Si basa su un’altra serie. Homeland si ispira ad una serie israeliana, Hatufim, ideata da Gideon Ragg e conosciuta anche con il titolo di Prisoners of War. Raff ha creato la serie originale in risposta ai molti soldati israeliano che erano stati prigionieri dei nemici, delle loro difficoltà e di come sono stati integrati nella società dopo il loro ritorno. Una delle maggiori differenze tra la serie originale e quella americana è che Brody è stato apparentemente salvato dalla patria, mentre ad Hatufim sono stati scambiati i prigionieri di guerra.

Fonte: IMDb