“Non volevo tornare a essere Picard – esordisce così Patrick Stewart in occasione della presentazione di Star Trek: Picard al Lucca Comics and Games 2019 – Non perché avessi qualcosa contro il ruolo, ma perché dopo 178 episodi e 4 film avevo avuto l’impressione di aver dato tutto il possibile al personaggio.”

Sappiamo bene invece che l’attore ha poi accettato di riprendere il ruolo, ed ecco come si è convinto: “Le cose sono cambiate quando ho incontrato Alex Kurtzman, Akiva Goldsman e Michale Chabon, loro mi hanno raccontato cosa avrebbero voluto fare. Sono uscito dal nostro primo incontro chiedendo al mio agente di farmi mandare qualcosa di scritto che potessi leggere, in merito a quanto ci eravamo detti durante quell’incontro. Mi sono arrivate 35 pagine, ma non ero ancora convinto. Ho chiesto un nuovo incontro perché avevo una domanda, volevo chiedere loro quanto questo Picard sarebbe stato diverso da quello che conoscevamo prima. Loro mi hanno risposto che sarebbe stato completamente diverso, e io allora ho risposto di sì. Perché ho avuto l’impressione di affrontare un nuovo personaggio.”

In modo abbastanza sorprendente, Patrick Stewart ha anche colto l’occasione di commentare l’attualità dei temi trattati dalla serie, scagliando un accusa contro il governo inglese che vuole attuare la Brexit: “Per tutti noi era importante che Star Trek: Picard non solo raccontasse una storia di fantascienza, ma che avesse anche riferimenti al presente, al mondo di oggi. E il mondo di oggi è un casino. Quindi faremo riferimento al mondo contemporaneo, ma non temete, Boris Johnson e Donald Trump non sono presenti nella serie! Sono imbarazzato, umiliato e oltraggiato che il Regno Unito voglia uscire dall’Unione Europea.”

E, nonostante l’amore per il personaggio, sembra che Stewart non abbia troppo piacere ad indossare di nuovo la divisa, a meno che non si tratti di un evento importante: “Ho fatto molta resistenza ad entrare di nuovo in un’uniforme, anche perché quando incontriamo di nuovo Picard, lui è ormai esterno alla flotta, ma ci sono dei momenti in cui lo vediamo in uniforme, come durante l’incontro con Data. Ecco, in quelle occasioni il momento è di particolare potenza e rilevanza e l’uniforme ha un significato molto particolare.”

Ma prima di essere uomo di tv e cinema, Patrick Stewart è grande uomo di teatro, e la deformazione professionale non lascia scampo: “In tutta la mia carriera, e quest’anno sono 60 anni, sono sempre stato attratto da un gruppo, una compagnia di persone con cui lavorare, persone che volessero lavorare al meglio, dare il massimo e divertirsi. Da quando ho cominciato a lavorare a Next Generation, fino a oggi, ho sempre avuto l’abitudine di descrivere questi gruppi con cui lavoro degli ensamble in cui tutti lavoriamo insieme,  non solo il cast, ma anche la crew, tutti noi lavoriamo insieme. Perché il senso di Star Trek è proprio quello: comunità e unità.”

E da grande artista e persona squisita, Stewart non perde l’occasione per un’esibizione improvvisata:“Siamo tutti attori di teatro ed è una sofferenza per me non potermi alzare e recitare Shakespeare in questa bellissima sala. Anzi, chi può impedirmelo?” per declamare il monologo di Oberon in Una notte di mezza estate.

Star Trek: Picard debutterà il 24 gennaio 2020 su Amazon Prime Video.