Christopher Nolan ha parlato a Hero Complex di Inception. Mancano sette mesi all’uscita del film, e tutto è ancora avvolto nel mistero. Il regista ha iniziato parlando della portata del film: difficile non paragonarlo al suo ultimo lavoro – il secondo maggiore incasso della storia negli Stati Uniti, almeno per ora – ma lui stesso sostiene di voler puntare in altissimo:

 

 

E’ la sfida più grande che io abbia mai affrontato finora. Stiamo cercando di raccontare su scala veramente immensa, veramente a livello di un blockbuster – la cui portata è la più grande nella quale sia mai stato coinvolto. Già con il Cavaliere Oscuro abbiamo cercato di raccontare una storia su larga scala, ma con questo film abbiamo voluto spingerci ancora oltre.

Ma di cosa parla il film? Ancora non lo sappiamo, e Nolan non ha voluto svelare che qualche indizio, introdotto da Geoff Boucher nell’articolo:

E’ un thriller internazionale? Una storia di follia e amore perduto? O il primo vero film hollywoodiano metafisico su una rapina? La risposta è: tutto quanto.

(…) Una parte importante della premessa è la possibilità di effettuare spionaggio industriale introducendosi nei sogni delle persone, ma la realtà stessa diventa un territorio scivoloso in un film che gioca con le percezioni muovendosi attraverso il tempo e lo spazio. La stessa troupe ha viaggiato molto, spostandosi in sei paesi diversi.

(…) “Penso che nel film siano state messe molte cose in pentola. Sono cresciuto guardando i film di James Bond, e adorandoli, guardando film di spionaggio di portata internazionale… E’ esattamente quello che facciamo in questo film, non solo dal punto di vista geografico, ma anche da quello del tempo e delle dimensioni della realtà. Abbiamo realizzato un film che si estende, direi, nelle quattro dimensioni.”

Nella stessa intervista, la moglie (e produttrice) del regista Emma Thomas ha approfondito sulla portata del film, spiegando che il fatto che il film sia ancora più colossale di Batman non è stato intenzionale:

E’ qualcosa cui abbiamo lavorato negli ultimi sette o otto anni. Appena abbiamo finito Il Cavaliere Oscuro, l’unica cosa che sapevamo è che volevamo fare qualcosa di molto più personale. Sembrava il momento giusto per fare questo. Il fatto che il film fosse qualcosa di semplicemente colossale non è stato un fattore importante nella nostra decisione. Questa storia porta inevitabilmente a un film di queste dimensioni.