Casino (1995) Robert De Niro as Sam 'Ace' Rothstein

Il rapporto tra il cinema classico di stampo hollywoodiano e il tema del gioco d’azzardo e in particolare del poker e del blackjack ha creato un filone di film piuttosto ricco, nel corso del tempo. In effetti questo binomio si basa un concetto universale molto semplice da veicolare: le persone amano il rischio del gioco e il brivido dell’adrenalina che si sposa molto bene con il linguaggio del cinema, della fiction e delle serie tv.

 

Il cinema classica che omaggia il tavolo da gioco del casinò

Non è un caso se oggi possiamo vedere come il numero di pellicole dedicate al tema del gioco diventi anno dopo anno sempre più robusto. In certi casi i titoli sono completamente intrecciati con il tema del gioco. Una usanza che durante il periodo d’oro della Hollywood classica ha contribuito a realizzare alcune pellicole oggi considerate di culto. Diciamo pure che un certo immaginario, oggi un po’ datato e non in linea con la cancel culture e con il politicamente corretto sempre più evidente, aveva contribuito a creare un certo divismo, a base di whisky, sigaretta e carte da poker. Un cliché che è stato più volte sfatato un po’ quando il poker e il gioco dei casino online italia è tornato in auge durante il decennio passato, un po’ perché era un’immagine patinata e un po’ fuorviante, rispetto al circuito reale dei giocatori e delle persone appassionate di casinò e sale da gioco in stile Las Vegas.

Hollywood e l’immaginario filmico del gioco

Eppure da Frank Sinatra a Elvis Presley, fino ad arrivare al cinema di genere anni settanta e ottanta, il tavolo verde era un motivo per far vedere i nostri beniamini intenti a studiare il punto e a giocare la mano vincente. Durante gli ultimi 20-25 anni ci sono state pellicole di culto che hanno contribuito a rafforzare il legame tra il cinema e il gioco, come ad esempio il caso di Casinò Royale della saga 007 con Daniel Craig oppure altri episodi di fortunati film come Rounders, considerato dagli appassionati di gioco uno dei film più riusciti e convincenti degli ultimi tempi. Del resto il tavolo da gioco ha ispirato registi di un certo valore, da Billy Wilder ad Howard Hawks, passando per Martin Scorsese, Steven Soderbergh e Robert Altman, senza contare cineasti come Paul Thomas Anderson o Guy Ritchie, che si sono fatti conoscere per aver dato alle proprie sequenze ambientate nelle sale da gioco uno stile e un ritmo da videoclip patinato e fumoso, d’atmosfera e fascino indiscutibile.

Il rapporto tra il mondo del gaming e il cinema

Del resto il gioco, sia esso legato al gambling e alle sale da gioco dei casinò leciti e illeciti, è un veicolo perfetto per un linguaggio come quello cinematografico. Spesso ci sono stati negli ultimi anni casi di film direttamente ispirati a videogiochi come ad esempio Resident Evil, Tomb Raider, Jumanji, ma la lista è davvero molto lunga. Dal cinema classico all’animazione, passando per il 3D, sono davvero molti gli esempi di film che traggono ispirazione dal mondo del gaming. Si pensi alla saga Disney di Tron, così come a titoli come Pixels o Gamer, MortalKombat, lo stesso Final Fantasy e il bizzarro Street Fighter con Jean Claude Van Damme. Difficile ricordarli e citarli tutti, ma ci sono state pellicole molto visionarie come ad esempio eXistenZ di David Cronenberg, capaci di sfruttare in modo originale e filosofico, il tema lanciato da un cult movie di grande impatto come Matrix. Il tema della realtà virtuale e aumentata è sempre stato considerato un tabù, visto anche l’insuccesso del film tratto dal romanzo di Stephen King, Il tagliaerba. Eppure i progressi svolti nel campo dell’intelligenza artificiale che sono stati realizzati nel corso degli ultimi 15 anni, rischiano di rendere obsoleto un certo immaginario filmico e letterario, che riguarda appunto una visione distopica del futuro prossimo. Bisogna quindi aggiornare il proprio immaginario, non solo filmico, ma legato al mondo del futuro, visto che non ci sono grandi analogie tra il mondo immaginato da autori di culto come Asimov o Dick e la realtà contemporanea, che forse è più simile invece a un romanzo come Ready Player One o alla sua trasposizione filmica realizzata pochi anni fa dal Re Mida di Hollywood, Steven Spielberg.