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Blood Story – recensione

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Possono un vampiro e un essere umano diventare amici? O nell’era di Twilight questa domanda sembra assurda? Secondo Matt Reeves (Cloverfield), che con Bella, Edward e compagnia non c’entra (per fortuna) nulla, la risposta è si. Remake dell’omonimo Lasciami entrare (Svezia, 2008) diretto dall’esordiente Tomas Alfredson, Blood Story (in originale Let me in) è la storia di due ragazzini speciali, Owen e Abby, che con circospezione e curiosità imparano a conoscersi e finiranno per aiutarsi a vicenda. A così breve distanza dal film d’ispirazione, è impossibile non fare un paragone tra questa rilettura americana e l’originale svedese.

Pur mantenendo inalterate ambientazioni e trama, l’approccio di Reeves all’opera mira ad una profonda americanizzazione della messa in scena, indulgendo con piacere nel truculento, quasi assente nella versione europea. Il regista riesce però a dare autonomia al film, raccontandoci bene la solitudine, la difficoltà e il riconoscersi dei due protagonisti nell’altro/a. Molto spazio è stato dedicato al personaggio del protettore della vampirella, interpretato dal bravo Richard Jenkins. L’uomo si assume il pericoloso compito di prendersi cura della ragazzina dimostrandole una dedizione paterna e anticipando, probabilmente, quella che sarà la sorte di Owen al fianco di Abby.

I due giovani protagonisti sono volti relativamente nuovi del panorama hollywoodiano: il ragazzino, figlio di genitori separati, con problemi relazionali e vessato dai bulletti della scuola, è interpretato da Kodi Smit-McPhee, già visto in The Road, al fianco di Viggo Mortensen. Lei, la bionda e bella (forse un po’ troppo per essere una non morta) Abby è Chloe Moretz, già arrivata in Italia nel costume di Hit Girl accanto a Nicolas Cage in Kick Ass di Mattew Vaughn.

Ogni essere umano ha bisogno di un amico, di un compagno, di una persona con cui condividere la solitudine che l’immensità del mondo ci riserva; così Owen e Abby troveranno completamento l’uno nell’altra, ma entrambi sanno, e anche lo spettatore lo sa, che per la ragazzina si tratta solo di un altro, forse l’ennesimo, schiavo che la sua condizione richiede per sopravvivere.

Presentato al FantaFestival, Blood Story è stato proiettato anche lo scorso ottobre durante il Festival Internazionale del film di Roma alla presenza di Reeves, e dopo essere uscito anche in Kuwait, Kazakhstan e a Singapore, ha finalmente trovato distribuzione anche in Italia con De Laurentiis. Uscirà al cinema il prossimo 30 settembre.