Qualcuno ha detto: “Il padel è uno sport fantastico: è stato inventato apposta per permettere ai tennisti mancati di sentirsi dei campioni”. La “rivalità” tra i due sport è infatti ormai ampiamente nota, specialmente da quando a partire dal 2020 il padel ha conosciuto una crescente popolarità in Italia. Ma non si tratta dell’unico “nemico” con cui il tennis deve confrontarsi! Direttamente dagli Stati Uniti arriva infatti la commedia The Dink, che ci racconta dello scontro che sul suolo americano si consuma tra tennis e pickleball (che combina tennis, badminton e ping-pong), con i giocatori del primo che guardano con grande disprezzo a quelli del secondo.
Il film, scritto da Sean Clements e diretto da Josh Greenbaum (già autore di Doggy Style – Quei bravi randagi e attualmente alle prese con Balle Spaziali 2), propone così lo scontro tra due mondi sportivi che, a suon di colpi di racchetta, pregiudizi e stereotipi, offre 102 minuti di brillante umorismo e anche qualche rovescio di tenerezza. A condurre la partita vi è Jake Johnson, celebre per la serie New Girl, qui in buona compagnia tra il fidato Aaron Chen, la premio Oscar Mary Steenburgen, il veterano Ed Harris ed anche un divertente Ben Stiller in un ruolo minore.
La trama di The Dink
Dusty Boyd (Jake Johnson), ex prodigio del tennis ormai sul viale del tramonto, è ridotto ad allenare bambini indisciplinati nel country club di periferia di suo padre Chuck (Ed Harris). Alla disperata ricerca dell’approvazione paterna, Dusty sostiene ciecamente la vendetta del genitore contro la nuova mania che sta conquistando il club: il pickleball. Ma quando in Dusty si riacutizza un vecchio infortunio, che gli impedisce di giocare a tennis, ricorre all’impensabile in nome della riabilitazione.
Non solo prova il pickleball, ma, grazie anche alla sua nuova affascinante compagna di gioco, Candace (Mary Steenburgen), si ritrova addirittura a divertirsi. Diviso tra due mondi, Dusty sarà ben presto costretto ad affrontare finalmente i fantasmi dei suoi fallimenti sportivi passati, tra cui la sua nemesi d’infanzia, Andy Roddick. Alla fine, Dusty viene così trascinato in una battaglia disperata per il futuro del club, l’affetto di suo padre e la sua stessa identità.
Una commedia guidata da convincenti interpretazioni
Si muove a partire da vicende reali (come rivelato da da Jake Johnson nella nostra intervista) la storia di The Dink, discostandosi però da esse per proporre ai propri spettatori una “classica” storia di redenzione in ambito sportivo. Naturalmente, il tutto narrato secondo codici e ritmi della commedia americana, di cui Greenbaum si dimostra padrone. Eppure, la scrittura di Clements si dimostra anche attenta a non percorrere percorsi troppo prevedibili, regalando più di qualche gradita deviazione di percorso.
A fare il resto ci pensa il cast, a partire da uno spassoso Jake Johnson che si mette completamente a servizio del personaggio, interpretandolo con grande generosità di caratterizzazione, da vezzi a movenze, dai modi di esprimersi fino alla sua progressiva evoluzione e rinascita. Dusty può però contare anche sul supporto di un buon comprimario, il PJ interpretato da Aaron Chen, dando così vita ad alcune gag comiche particolarmente riuscite (si veda in particolare quella nella piscina).
Mary Steenburgen, Ed Harris e fino ai divertenti cameo di Ben Stiller e John McEnroe, ognuno di loro aggiunge una sfumatura di comicità al film, rinnovando la comicità scena dopo scena. La premio Oscar Steenburgen, in particolare, si cimenta con un ruolo che fa parte di quelle deviazioni dal prevedibile di cui si parlava, permettendole così di non essere il classico interesse amoroso di turno ma di trovare una propria autonomia e dignità all’interno del racconto.
The Dink è una divertente commedia sulla reticenza al cambiamento e sul peso delle aspettative
Al di là dell’impianto sportivo, The Dink utilizza dunque il conflitto tra tennis e pickleball per riflettere sul rapporto che ciascuno di noi intrattiene con il cambiamento. Il tennis è per Dusty un passato idealizzato, fatto di aspettative irrealizzate e del costante bisogno di dimostrare qualcosa, soprattutto al padre. Il pickleball, invece, diventa progressivamente il simbolo della possibilità di ricominciare, di riscoprire il piacere del gioco senza il peso dell’ossessione per la vittoria. In questo senso il film non mette realmente in contrapposizione due discipline sportive, ma due modi diversi di vivere il successo, il fallimento e l’identità personale, suggerendo come spesso siano proprio i pregiudizi a impedirci di cogliere nuove opportunità.
Per suggerire ciò, Josh Greenbaum mantiene abilmente un equilibrio convincente tra ironia e sentimento, evitando però anche che la componente più emotiva finisca per soffocare quella comica. Quando la storia si concentra sulla verità riguardo quanto accaduto in passato a Dusty, ad esempio, il film rallenta leggermente il ritmo senza però perdere la propria leggerezza, lasciando emergere un sottotesto sul peso delle aspettative familiari e sulla necessità di emanciparsi da un giudizio inseguito per tutta la vita. In un film che evita alcuni percorsi troppo battuti, è forse questo un sentiero invece più prevedibile nelle sue tappe principali, ma raccontato con sufficiente sincerità da risultare coinvolgente.
La rivalità tra tennis e pickleball come scontro culturale
Non è poi un caso che lo scontro tra tennis e pickleball venga raccontato con toni quasi “ideologici”. Negli Stati Uniti il dibattito tra sostenitori delle due discipline è diventato negli ultimi anni un piccolo fenomeno culturale, alimentato dalla rapidissima diffusione del pickleball. The Dink sfrutta questa rivalità con intelligenza, trasformandola in una satira dei campanilismi sportivi e della tendenza a difendere le proprie passioni come se fossero parte integrante della propria identità, anche a costo di sotterrare quelle altrui. Una dinamica che, pur partendo da un contesto molto americano, risulta facilmente riconoscibile (e divertente) anche per il pubblico italiano, soprattutto alla luce del recente boom del padel.
The Dink - Mago del Pickleball
Sommario
The Dink è una commedia sportiva piacevole e ben interpretata che, pur muovendosi entro alcuni schemi narrativi familiari, trova il modo di divertire e riflettere sul valore del cambiamento. Non tutto sorprende, ma il cast affiatato e l’equilibrio tra ironia e sentimento rendono il film una visione leggera e genuinamente coinvolgente.
