Settimana Internazionale della Critica 2026: presentato il programma dell’edizione 41

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La Settimana Internazionale della Critica celebra la sua 41ª edizione confermando la propria vocazione originaria: scoprire nuovi autori, intercettare linguaggi in trasformazione e offrire uno spazio di libertà creativa al cinema del presente e del futuro. Organizzata dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI) nell’ambito dell’83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, la SIC presenterà dal 2 al 12 settembre sette opere prime in concorso e due eventi speciali in fuori concorso, tutti in anteprima mondiale. La selezione della 41ª edizione, curata dalla Delegata Generale Beatrice Fiorentino insieme alla commissione composta da Matteo Berardini, Marianna Cappi, Francesco Grieco e Marco Romagna, attraversa quattro continenti e conferma una forte attenzione ai linguaggi contemporanei, alla contaminazione tra generi e alla ricerca formale.

C’è un filo invisibile che attraversa la selezione della 41. Settimana Internazionale della Critica: il cinema come atto di resistenza. Non una resistenza intesa come semplice denuncia, ma come possibilità di immaginare altre forme di esistenza e sopravvivenza, nuovi modi di abitare il presente. I protagonisti delle opere selezionate si oppongono ai dispositivi che governano il nostro tempo – il capitalismo che colonizza le immagini e la memoria, il controllo tecnologico delle emozioni, la violenza delle convenzioni sociali, il lavoro precario, l’omertà, le identità imposte – cercando ostinatamente uno spazio di libertà. Al centro di questo percorso ci sono corpi che rifiutano di essere definiti o ridotti a una categoria: quelli colonizzati, queer, disabili, vulnerabili, desideranti, attraversati dalla storia e dalla politica ma mai completamente addomesticati. Sono opere radicali e profondamente emotive, che fanno del corpo il primo luogo di resistenza e del cinema uno spazio in cui immaginare il futuro anziché limitarsi a raccontare il presente. In un tempo in cui tutto sembra già visto e il cinema sembra dividersi tra produzioni sempre più spettacolari e sofisticate, guardare il mondo con occhi nuovi diventa un atto dovuto. Ed è proprio questo il compito del cinema degli esordi: reinventare il linguaggio prima ancora della storia, sperimentare nuove forme di racconto, aprire prospettive inattese sul presente. Da oltre quarant’anni la Settimana Internazionale della Critica sceglie questo spazio di libertà, là dove il cinema cambia pelle e il futuro comincia a prendere forma.

I sette film in concorso compongono una mappa del presente attraverso sguardi profondamente diversi ma accomunati dal desiderio di interrogare il nostro tempo. Dalla Colombia arrivano The End of Times di Bibiana Rojas Gómez e Juan David Cárdenas, un radicale film-saggio che utilizza immagini d’archivio e intelligenza artificiale per riflettere sulla memoria e sul colonialismo, e Meteorite di Sebastián Múnera, intenso racconto femminile ambientato in un territorio ancora attraversato dai fantasmi della violenza. La Tunisia è rappresentata da The H@llow Man di Kamel Laaridhi, una visionaria distopia che immagina un futuro in cui emozioni e memoria sono controllate dalla tecnologia. Dal Brasile arriva London, esordio di Victor Di Marco e Márcio Picoli, racconto queer che mette al centro la fisicità, il desiderio e la libertà di autodeterminazione. L’India  è presente con Our Share of Sand di Shalini Adnani (in coproduzione con Regno Unito, Grecia), dramma familiare che diventa una riflessione sulle disuguaglianze e sulla crisi ambientale. L’Italia concorre con Prima della guerra di Tommaso Usberti (in coproduzione con la Francia), intenso racconto di formazione ambientato nella pianura padana che affronta con straordinaria maturità il tema della mascolinità contemporanea. Completa il concorso Zoom In, Zoom Out del cinese Dong Jie, un’opera che intreccia mystery, gaming online e alienazione urbana raccontando le inquietudini della Generazione Z.

Due opere in fuori concorso apriranno e chiuderanno la SIC: si inizierà con Il grande Giaffa, opera prima di Marco Santi, noir esistenziale interpretato da Edoardo Pesce che riflette sui temi dell’identità e dell’invisibilità sociale. Chiuderà invece la manifestazione Rider, debutto alla regia della coppia formata da Roan Johnson – già dietro la macchina da presa di numerose pellicole di successo – e Davide Pavanello – in arte Dade -, un musical metropolitano che utilizza il linguaggio del rap per raccontare il lavoro precario, il desiderio di emancipazione e i conflitti della nuova Italia.

Anche quest’anno la SIC conferma il proprio sistema di riconoscimenti: il Gran Premio IWONDERFULL, assegnato da una giuria internazionale; il Premio del Pubblico; il Premio Luciano Sovena al Miglior Produttore Indipendente; il Premio Mario Serandrei – Hotel Saturnia per il Miglior Contributo Tecnico e il Premio Circolo del Cinema di Verona al film più innovativo. Tutti i film in concorso, eleggibili secondo il regolamento, concorreranno inoltre al Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”.

Prosegue inoltre il percorso di SIC@SIC – Short Italian Cinema @ Settimana Internazionale della Critica, giunto all’undicesima edizione e realizzato in collaborazione con Cinecittà, progetto che continua a rappresentare uno dei principali osservatori dedicati ai nuovi autori italiani del cortometraggio. L’edizione 2026 si distingue inoltre per una significativa presenza di autrici, a testimonianza del ruolo sempre più centrale che lo sguardo femminile riveste nel panorama del cortometraggio italiano contemporaneo.

Ad aprire il programma fuori concorso sarà Les Métamorphoses, au féminin di Maria Giménez Cavallo, montatrice di lunga esperienza al fianco di Abdellatif Kechiche, che firma un’opera apertamente femminista che rilegge i versi di Ovidio con gli occhi del presente, riportando alla luce la violenza contro le donne nei secoli. La chiusura sarà invece affidata a Un breve incontro di Liryc Dela Cruz, una delle voci più interessanti del nuovo cinema italiano, che gira a Genova un’opera intima e poetica sulla precarietà del mondo in cui viviamo.

Ci sarà ancora, ma in una nuova location, la Casa della Critica, spazio internazionale di incontro e confronto dedicato ai critici cinematografici e agli operatori del settore, sempre più punto di riferimento per il dialogo tra stampa, autori e industria.

Main partner della Settimana Internazionale della Critica è IWONDERFULL. Cultural partner è Cinecittà, con cui viene realizzato SIC@SIC. La manifestazione si avvale inoltre del sostegno di numerosi partner istituzionali e privati, tra cui Associazione Amici di Luciano Sovena, Hotel Saturnia & International, Circolo del Cinema di Verona, NUOVOIMAIE, Frame by Frame, Stadion Video, Advista, Centro Nazionale del Cortometraggio, Agnus Dei – Tiziana Rocca Production e Milano Film Network, oltre ai media partner MyMovies, FRED FILM RADIO, The Hot Corn e Advista.

La 41ª Settimana Internazionale della Critica si svolgerà al Lido di Venezia dal 2 al 12 settembre 2026 nell’ambito dell’83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia. Fondata nel 1984 da Lino Micciché, la SIC ha costruito negli anni una storia fatta di intuizioni e scommesse, presentando gli esordi di autori poi diventati protagonisti del cinema internazionale, da Kevin Reynolds a Mike Leigh, da Olivier Assayas a Harmony Korine, da Pedro Costa a Pablo Trapero, fino ai grandi nomi del cinema italiano come Carlo Mazzacurati, Sergio Rubini, Antonio Capuano, Roberta Torre e Gianni Di Gregorio.

Chiara Guida
Chiara Guida
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice e Direttore Responsabile di Cinefilos.it dal 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.
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