Constantine 1×13 recensione dell’episodio con Matt Ryan

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Nel finale di stagione di Constantine troviamo John e Zed ritornare a New Orleans contattati dal Detective Jim Corrigan che chiede il loro aiuto nel caso di una ragazza scomparsa. Nel mentre Papa Midnite fa passi avanti nella sua vendetta contro John.

Constantine 1x13-4Waiting for the man è una puntata anonima, seppur sia il finale di stagione, la sceneggiatura non cerca assolutamente di omaggiare i fan con il giusto finale che merita la serie incentrata su uno dei personaggi più controversi della sfera DC Comics e gettando così ulteriori dubbi sul proseguimento della serie che insieme al silenzio della NBC non fa ben sperare per il destino del demonologo.
La puntata segue così il più classico degli schemi, già visitati all’interno di questa stagione, l’antefatto ci mostra la nuova entità che suggella ulteriormente come l’oscurità stia avanzando con forza crescente minacciando definitivamente l’equilibrio tra il bene e il male sulla terra. Vicenda che però risulta essere debole non riuscendo a contenere la giusta suspense poiché coinvolge un tema talmente rivisitato (l’uomo che ha perso il senno per poi consacrare la sua vita al demonio) che sembra solo una didascalia all’interno della puntata e non il tema portante su cui i nostri protagonisti devono agire.

Constantine 1x13Personaggi che risulatano più confusi che mai, poiché il ritorno di Corrigan (Emmett Scanlan) e Papa Midnite (Michael James Shaw) porta in rilievo due temi abbandonati da diverse puntate. Il primo è un personaggio meno conosciuto rispetto a Papa Midnite e il suo coinvolgimento è apparso solo come elemento di attrito nella “schermaglia amorosa” tra John (Matt Ryan) e Zed (Angélica Celaya), il suo ruolo (come per la maggior parte dei protagonisti) non è mai stato veramente approfondito perciò il suo scopo all’interno della sceneggiatura serve solo per gettare dubbi sulle scelte di John che in un secondo momento deciderà di essere “l’uomo che tutti aspettano” ossia colui che si incaricherà di sconfiggere questa minaccia. Papa Midnite invece regala alla puntata alcuni punti interessanti evidenziando i motivi che lo spingono ad essere il diretto antagonista di John ma che ancora una volta non vengono caricati con il giusto peso venendo continuamente interrotto dall’azione dell’episodio. L’unico ad essere nelle giuste corde in tutti i registri della puntata è Jhon che tra un “trucco”, una battuta tagliente e uno scatto burbero riesce ad essere l’unico vero elemento narrativo che fa da collante nella puntata e che sarà cruciale nel colpo di scena finale insieme a Manny (Harold Perrineau) che rilanciano la storyline della serie con l’unica svolta narrativa che non si vedeva da svariate puntate.

Constantine 1x13-3Il finale di stagione di Constantine riflette tutti i problemi della serie; seppur ci siano dei bravi attori che sono riusciti a calarsi piuttosto bene nei personaggi interpretati (in primis Matt Ryan e poi a seguire gli altri) e la regia ha prodotto un buon registro visivo rimanendo fedele ai toni mistery-dark del fumetto. È la sceneggiatura, quella che coinvolge la matrice “procedural” della serie, il vero buco nell’acqua. Non avendo un corpo e di conseguenza uno sviluppo, il tutto si è susseguito in maniera aleatoria e discontinua portando il tema della “rinascita dell’oscurità” come una minaccia, poi come un tormentone ed infine come un concetto che non ha contribuito a dare vita a un discorso più ampio e sicuramente più esauriente.

VOTO: 2/5 stelle