Doctor Who 8×11 recensione dell’episodio con Jenna Coleman

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CDoctor Who - Season 8 posterhe succede dopo la morte? Lo spunto è difficile e senza dubbio non a misura di bambino, ma Doctor Who risponde alla sua maniera seguendo lo schema che Steven Moffat, showrunner amato e odiato, ha progettato per un episodio che dopo la relativa calma fiabesca di In the forest of the night porta con sé rivelazioni esplosive.

Dark Water inizia nel più brusco e brutale dei modi possibili: la morte arriva e devasta con le sue conseguenze la povera Clara e tutto il suo mondo, lasciandola sola a fare i conti col dolore di una fine assurda.

La pressione è troppo forte e l’idea dell’impossibile inizia a crescere nella sua mente: le altre persone non possono fare altro che accettare gli eventi e andare avanti, ma lei può approfittare dell’amicizia di un Signore del Tempo e tentare di alterare la storia: la sua scelta di ricattare il Dottore potrà sembrare inaccettabile, ma la sofferenza ci fa fare cose orribili ed è il Dottore stesso a chiedere agli spettatori di essere comprensivi, affermando che non basterà certo un tradimento dettato dalle circostanze a minare il profondo legame con la sua amica; contro ogni regola, decide di aiutarla a riportare indietro ciò che è aveva ormai perduto, come Orfeo con Euridice.Doctor-Who-Dark-Water-Clara

La rappresentazione dell’aldilà secondo Moffat ha il potere di scatenare tutte le nostre paure più inconsce: ad attendere ogni defunto dall’altra parte c’è infatti una sorta di limbo, dove per un certo periodo l’anima resta in diretto contatto col corpo sentendo non solo una sofferenza fisica, ma anche i rimpianti della vita terrena che tornano inevitabilmente a galla per saldare conti rimasti in sospeso e tradimenti mai perdonati; ad accogliere chi si è ritrovato nell’infausta situazione ci pensa un baldanzoso impiegato, che fra scartoffie burocratiche e humour nerissimo cerca di far comprendere la situazione ai nuovi arrivati, spingendoli a prendere in considerazione l’opportunità di porre fine ad ogni sofferenza cancellando la propria identità. È proprio qui, tramite un semplice tasto delete, che Moffat ci riconduce in modo subdolo e sottile alla trama principale, in linea con Doctor Who e con gli scontri epici che ne hanno segnato la mitologia.

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La grande mente dietro l’apocalisse è Missy, finalmente pronta ad entrare in scena in tutta la sua camaleontica presenza ( davvero brava la new entry Michelle Gomez) e a spaccare letteralmente in due il fronte dei fan della serie, una volta gettata la maschera e rivelatasi come una vecchia e mai dimenticata nemesi del Dottore; le implicazioni che tale rientro potrà avere sulla serie sono numerose ed è difficile razionalizzarle a mente fredda, ma di fatto Dark Water rimane un prefinale straordinario, ricco di dark humour e trovate graffianti, momenti commoventi e dialoghi che fanno già parte della storia della serie.

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Nata a Palermo nel 1986 , a 13 anni scrive la sua prima recensione per il cineforum di classe su "tempi moderni": da quel giorno è sempre stata affetta da cinefilia inguaribile . Divora soprattutto film in costume e period drama ma può amare incondizionatamente una pellicola qualunque sia il genere . Studentessa di giurisprudenza , sogna una tesi su “ il verdetto “ di Sidney Lumet e si divide quotidianamente fra il mondo giuridico e quello cinematografico , al quale dedica pensieri e parole nel suo blog personale (http://firstimpressions86.blogspot.com/); dopo alcune collaborazioni e una pubblicazione su “ciak” con una recensione sul mitico “inception” , inizia la sua collaborazione con Cinefilos e guarda con fiducia a un futuro tutto da scrivere .