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The Tudors: serie tv con protagonista Jonathan Rhys Meyes

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The Tudors – La vita, gli amori, le battaglie, i capricci di uno dei più grandi sovrani inglesi, Enrico VIII. E’ sposato con Caterina d’Aragona, ma ossessionato dalla voglia di avere un erede maschio, e sicuramente ammaliato dalla bellezza di Anna Bolena, da origine al grande scisma religioso che porterà l’Inghilterra a separarsi da Roma.

 

  • The Tudors
  • Stagioni: 4
  • Anno: 2007 – 2010
  • Numero episodi: I – II – IV serie 10 episodi; III serie 8 episodi
  • Ideato da: Michael Hirst
  • Cast: Jonathan Rhys-Meyers, Henry Cavill, Sam Neil, James Frain, Sarah Bolger, Anthony Brophy, Natalie Dormer, Max Brown, Nick Dunning, Mary Doyle Kennedy, Jeremy Northam, David O’Hara, Peter O’Toole, Tamzin Merchant, Gabrielle Anwar, Joss Stone, Joely Richardson, Annabelle Wallis, Max Von Sydow.
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Sinossi – La vita, gli amori, le battaglie, i capricci di uno dei più grandi sovrani inglesi, Enrico VIII. E’ sposato con Caterina d’Aragona, ma ossessionato dalla voglia di avere un erede maschio, e sicuramente ammaliato dalla bellezza di Anna Bolena, da origine al grande scisma religioso che porterà l’Inghilterra a separarsi da Roma. La serie The Tudors segue tutta le vita del monarca, rimanendo più o meno fedele al personaggio storico. Sesso, potere e inganno si aggirano nel castello di Enrico, e lui primo inconsapevole, sarà quello che pagherà il prezzo più alto, morire solo, sapendo che il suo più grande desiderio, l’erede maschio, resterà tale.

Analisi 

Siamo alla corte dei Tudors, una delle più potenti e famose dinastie di tutta la storia della monarchia inglese. Enrico è un sovrano giovane e passionale, avvenente e iracondo, leale con gli amici e spietato con i nemici, sposato con una donna più grande che pur mostrandogli devozione gli ha dato solo una figlia femmina, la piccola Maria (che passerà alla storia come ‘La Sanguinaria’). Ma ecco che arriva Anna, giovane di famiglia ricca ma non nobile che sveglia i suoi sensi e promettendogli un figlio maschio dona al re il suo amore, a patto di non essere considerata solo una delle sue amanti, ma una nuova regina! Comincia così The Tudors, serie in coproduzione USA, Canada e Spagna. Boicottata già alla seconda serie, il racconto raggiunge il suo compimento con la morte del sovrano d’Inghilterra.

È impressionante infatti lo squilibrio tra le prime due serie, piene di dettagli e lungaggini che appesantiscono il racconto, e la seconda parte della serie, nella quale si, c’è un’accelerazione improvvisa, e gli ultimi anni dei protagonisti sono “tagliati con l’accetta”. Il re, giovane e avvenente della prima serie invecchia da un episodio all’altro e forse trova la morte prima di quanto non fosse programmato nella mente degli ideatori, che probabilmente chiamando la serie The Tudors, avrebbero voluto includere anche il regno lungo e prospero di Elisabetta I.

Tuttavia, i cattivi risultati di share hanno impedito il pieno sviluppo del progetto che, pur se si fosse voluto interrompere con la morte di Enrico, sarebbe dovuto durare almeno un’altra serie, considerando i ritmi delle prime due. Ad ogni modo questo prodotto si presenta in tutta la sua ambizione a partire dal pacchetto formale: musiche, costumi e soprattutto attori di gran classe, certamente lontani mille miglia da quello che intendiamo noi italiani per serie tv.

Si è trattato qui di un approccio cinematografico, sicuramente ben riuscito da un punto di vista della messa in scena, un po’ meno per quello che riguarda la sceneggiatura. Lo sviluppo della storia segue comunque una sua logica; nella prima serie di The Tudors vediamo un re voglioso, vitale e quindi anche la narrazione si muove più nelle camere da letto del castello che nei saloni reali o sul campo di battaglia; allo stesso modo col progredire del regno, con l’avvicendarsi delle mogli, Enrico si placa, e ed è come se la libido di cloro che gli stanno intorno, così in bella mostra nella prima serie in particolare, si placasse a sua volta, omologando tutte le azioni, e le reazioni ai cambiamenti del protagonista.

Ma più che per la trama, abbastanza conosciuta, The Tudors ha un valore artistico che lascia davvero impressionati. Meravigliosi e complessi costumi abbigliano dame, cavalieri, re e regine (ovviamente sei solo quelle inglesi!), un tripudio di eleganza che risalta forse di più addosso a volti noti del grande cinema, come Sam Neil, che interpreta il serpentino Cardinale Wolsey nella prima serie, o il composto e integerrimo Thomas Moore, interpretato da un altro volto da cinema, Jeremy Northam. Ma su tutti spicca la bellezza e la bravura di Jonathan Rhys-Meyers, all’inizio improbabile Enrico, ma sicuramente all’altezza di un ruolo impegnativo, per quanto economicamente parlando sfortunato.

Lunga è anche la carrellata di donne, tutte ovviamente bellissime, che affollano la scena di corte: a partire dalla devota e sfortunata Caterina D’Aragona (Maria Doyle Kenendy), per passare ad Anna Bolena (Natalie Dormer), personaggio che la storia renderà martire di un re insoddisfatto, ma che nella serie, così come probabilmente nella vita reale, si mostra caparbia, ambiziosa e sicuramente non del tutto innocente. Tutt’altra storia e tutt’altro carattere per Jane Seymour (Annabelle Wallis) l’unica moglie morta da regina e per cause naturali, unica donna che fosse riuscita, a quanto sembra, a far veramente breccia nel cuore di Enrico, e unica che da un erede maschio al sovrano (anche se il piccolo morirà poco più che ragazzino). E poi la sposa vergine Anne di Cleves (Joss Stone), ripudiata con ‘onore’ e con i titolo di sorella del re; segue la giovane, un po’ stupida e fedifraga Catherine Howard, cugina della regina decapitata Bolena e che seguirà le orme della parente sul patibolo. Infine la moglie ‘sopravvissuta’ Catherine Parr (Joely Richardson), ricca vedova, protestante convinta e fautrice dell’avvicinamento del re alle sue due figlie e future regine. Ma su tutte brilla il personaggio di Maria, figlia di Caterina, regale e integerrima come la madre, interpretata dalla bellissima Sarah Bolger, un volto composto, antico, sicuramente uno dei personaggi più convincenti e tristi dell’intera serie di The Tudors.

Menzione d’onore infine necessaria per quei volti storici del cinema che in questa serie The Tudors prestano la loro presenza a parte minori: Max Von Sydow e Peter O’Toole, rispettivamente nel ruolo del Cardinale Von Wardburg il primo e del papa Paolo III.

The Tudors, una serie tv che forse poteva anche non essere prodotta ma che regala uno spaccato di arte cinematografica in televisione, per coloro che all’interesse per la storia uniscono anche il piacere semplice e senza complicazioni delle visione di cose belle.

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Chiara Guida
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice di Cinefilos.it, lavora come direttore della testata da quando è stata fondata, nel 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.
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