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ANTEPRIMA ROMANZO CRIMINALE LA SERIE 2 – “Nun semo piu’ regazzini, nun semo regazzini gia’ da un pezzo”: ammetteva il Libanese (Francesco Montanari) in Romanzo Criminale La Serie 1. Ora il Libanese è morto. Il Re di Roma è passato a miglior vita. Tre colpi al petto e l’ultimo in fronte, così si era conclusa l’ultima puntata.

Mercoledì 10 novembre, dopo una lunga attesa che dura da gennaio 2009, è stata finalmente presentata l’anteprima della prima puntata di Romanzo Criminale La serie 2, al Cinema Space di Piazza Repubblica a Roma, epilogo della fortunatissima serie targata Sky.

 

Per chi non conoscesse la storia di Romanzo Criminale, essa è tratta da fatti realmente accaduti, che riguardano la banda della Magliana, poi romanzati dal bravissimo Giancarlo de Cataldo. Egli ci ha mostrato una storia inedita di misteri e intrighi raccontata con una verità parziale che hanno solo i ragazzi che vivono per strada.  Una straordinaria combinazione di realtà e finzione, dove il racconto storico si fonde al romanzo epico e gli eventi storici degli anni ‘70 e ’80 sono manipolati dalla leggenda di questo gruppo di giovani criminali che si mettono in testa di diventare i padroni di Roma. Sono ambiziosi e pronti a tutto, eroi e antieroi, uniti e divisi.

Nella prima serie Stefano Sollima, regista della serie, con l’aiuto degli sceneggiatori, Leonardo Valenti, Barbara Petronio e Daniele Cesarano, ha narrato l’ascesa di questo gruppo, che si trasforma nella banda criminale più forte di Roma. La loro ascesa sembrava inarrestabile, nessuno poteva fermarli, neanche il commissario Scialoja (Marco Bocci). Ma dopo tanti successi, la banda inizia a sgretolarsi a causa di contrasti interni, di cui la causa primaria deriva dal declino del loro capo, il Libano, il quale entra pian piano in uno strano vortice decadente che porta poi alla sua drammatica uccisione.

Ed è proprio da questa irreparabile tragedia che ha inizio la nuova e ahimè ultima serie di Romanzo Criminale. La banda non ha più un capo e niente è più importante di vendicarlo: perché “DIO PERDONA. LA BANDA NO.” (chiedetelo al Bufalo alias Andrea Sartoretti).

 

Scoprire la verità sulla morte del Libano è l’unico obiettivo che unisce ancora la banda, ma troppe teste senza padrone sono difficili da conciliare, soprattutto quando si tratta di criminali. Il Freddo (Vinicio Marchioni) e il Dandi (Alessandro Roja) sono i protagonisti dei primi scontri. Il Freddo vorrebbe vendicare il Libano e onorarlo, il Dandi invece si rivela sempre più ambizioso e spietato tanto da sacrificare anche gli amici più fidati.

A fare da sfondo alla seconda azione criminale, sono “gli sfacciati anni ‘80”, anni scintillanti in cui ci si lascia alle spalle i cupi anni del terrorismo, della paura, dello scontro sociale; gli anni in cui l’Italia ha voglia di voltare pagina, divertirsi e ballare. Sono gli anni del benessere e del lusso. Anche la musica e l’abbigliamento cambiano. Il look – descrive Sollima – è caratterizzato da spalle larghe, pantaloni stretti a vita altissima, colori accesi, paillettes e capelli corti. Le case dei componenti della banda sono sempre più lussuose e ostentate. Tutti guidano fuoriserie, ma sono impigriti dal lusso, nuovo protagonista della storia. I soldi, motivo di aggregazione e un tempo collante del gruppo, diventano motivo di scontro e frattura, ora il benessere diventa di fondamentale importanza, da difendere a ogni costo, anche con il sangue degli amici.

La loro azione finisce ovviamente male, perché così deve terminare una storia di criminali, e perché i Re di Roma si sa, fanno sempre una brutta fine. De Cataldo a questo proposito ha dichiarato: “Che la guardino chi criticava l’esaltazione del male di questa serie; I conti si fanno alla fine e i cattivi pagano sempre un prezzo molto alto”.

Passiamo ora ai meriti produttivi della serie, la quale è stata ed è un progetto ambizioso; prodotta da Sky Cinema e Cattleya, tratta dall’omonimo romanzo di Giancarlo De Cataldo, che ha condotto a dei risultati commerciali inimmaginabili. A parte il successo italiano di pubblico e critica, la serie è stata venduta in 14 paesi tra cui Spagna, Francia, Canada, Paesi Bassi, America Latina, Paesi Scandinavi. In Francia è stata trasmessa da Canal + ed ha riscosso un successo senza precedenti. La critica francese ha accolto l’evento affermando “La serie dell’estate francese è italiana”.

Ma non finisce qui, la serie è stata addirittura comprata dalla HBO, una delle emittenti televisive via cavo più popolari degli Stati Uniti, da cui noi attingiamo continuamente per vedere in Italia le serie televisive americane più famose, come “Sex and the City” o il più recente “Boardwalk Empire”. Andrea Scrosati, vice president programming and promotions di Sky Italia ci indica anche che i DVD della prima stagione (135mila venduti) sono tra i prodotti Home Video più venduti nel 2010 superando persino colossi come Lost e Dottor House.

Sono felice di affermare che finalmente una serie italiana, girata in Italia, da attori e troupe italiana, può essere motivo di orgoglio per il Paese e può dare filo da torcere a molte altre serie tv straniere: “Un prodotto televisivo italiano di cui andar fieri, come della Ferrari e del Barolo”.

I 10 nuovi episodi saranno in onda dal 18 novembre 2010 ogni giovedì alle 21 sui programmi Sky Cinema 1 e Sky Cinema 1 HD. “E mò so cazzi” (direbbe il Libanese).