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Nasce il giorno di Halloween, forse per questo ama l’horror e il paranormale… lui che è il Signore degli anelli, ma anche un Sir dell’Impero Britannico (la Nuova Zelanda è sotto la Regina) per i servigi resi al cinema. E che servigi.

Cinefilo sin da piccolo, Peter Jackson gira i primi corti insieme agli amichetti con una Super8 e a 16 anni lascia la scuola per fare il fotografo. Con la paga si compra la cinepresa con cui realizza i film d’esordio, gli splatter demenziali Fuori di testa e Gli schizzacervelli, seguiti nel ‘94 da un’opera di tutt’altro genere, Creature del cielo, basata su una storia vera. Poi torna al brivido con Sospesi nel tempo, prima di dedicarsi al suo capolavoro, la saga di J.R.R. Tolkien, trilogia di culto che Jackson gira in contemporanea in un tour de force nella sua adorata Nuova Zelanda, trasformata ad hoc per ospitare orchi, elfi, nani e guerrieri, con l’aiuto di Weta Digital e Weta Workshop, fondate dal regista per creare ciò che la natura non può procurargli (nessuno è perfetto). Il trionfo de Il signore degli anelli (3 miliardi di dollari + 17 Oscar) gli permette di realizzare il sogno di una vita: nel 2005 Jackson dirige King Kong, per cui si becca 20 milioni sulla fiducia, ancor prima di iniziare le riprese. Segue il più intimo Amabili resti, dal romanzo di Alice Sebold, ma il tempo passa e il richiamo dell’Anello è irresistibile, si sa. Peter torna nell’amata Terra di Mezzo con Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato e l’imminente sequel La desolazione di Smaug (cui seguirà un terzo film). Il segreto del suo successo sta nella passione, nel perfezionismo maniacale e nella ludicità che mette nel lavoro, ma anche nelle fidate collaboratrici Fran Walsh (sua moglie dall’87) e Philippa Boyens, che con lui fabbricano meraviglie.

Prodigioso è di certo il dimagrimento (a colpi di yogurt e muesli) che lo ha portato a perdere più di 20 kg, facendolo passare dalla taglia Uruk-hai alla taglia elfo. Ma almeno oggi se la concederà una fetta di torta! HAPPY BIRTHDAY PETER!