E.T. L'Extraterrestre cinema

L’abbraccio tra bambino e alieno, le note di John Williams, le luci dell’astronave che lascia una scia di arcobaleno in cielo: il finale di E.T. L’Extraterrestre è una delle scene più iconiche della storia del cinema.

 
 

Il film di Steven Spielberg rappresenta senza dubbio, in tandem con Incontri ravvicinati del terzo tipo, una svolta nel genere di fantascienza, anche se poteva avere un finale un po’ diverso.

Secondo una recente testimonianza di Robert MacNaughtonYahoo! Movies, la scena dell’addio poteva non essere quella conclusiva del film. Ecco cosa ha raccontato l’interprete del fratello maggiore di Elliot.

“L’ultima scena del film non doveva essere quella con cui finisce la versione ufficiale del film. L’ultima scena doveva mostrarci tutti insieme che giocavamo a Dungeons and Draons, solo che questa volta Elliot era il dungeon master (all’inizio del film il protagonista scalpita per poter giocare con gli altri, ndr). Il fatto di aver trovato ET, lo ha reso parte del gruppo. E quella doveva essere la scena finale, era nella sceneggiatura, e poi i ragazzi salivano sul tetto e si poteva vedere il comunicatore che ancora funzionava, e quindi Elliot e ET erano ancora in contatto tra loro. Ma dopo aver registrato la colonna sonora, e aver visto la scena con la musica e con l’astronave che partiva, beh, mi seguite? Credo sia stata una scelta saggia.”

Questa testimonianza ci mostra come il film si sarebbe dovuto aprire e chiudere come Stranger Things, la serie tv Netflix che attinge a piene mani dal capolavoro di Steven Spielberg.

Come ha però dichiarato MacNaughton, il finale scelto per la versione cinematografica, anche se “incompleto” e cioè che non fornisce il lieto fine in cui Elliot e ET sono ancora in contatto, è perfetto, in ogni suo elemento.

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