Hokum: il trailer finale svela il mostro del folk horror con Adam Scott

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Il nuovo film horror Hokum, con Adam Scott protagonista, ha finalmente mostrato il suo lato più inquietante: nel trailer finale diffuso da NEON viene rivelata per la prima volta la creatura al centro della storia. In uscita il 1° maggio 2026 negli USA, il film si presenta come uno dei folk horror più attesi dell’anno, puntando su un’atmosfera disturbante e su un protagonista inedito per intensità.

Il trailer segue Ohm Bauman, interpretato da Scott, che si reca in una remota locanda irlandese per disperdere le ceneri dei genitori. Qui entra in contatto con una leggenda locale su una strega che infesterebbe una stanza dell’hotel. Inizialmente scettico, l’uomo si trova presto costretto a confrontarsi con qualcosa di reale e profondamente oscuro. Diretto da Damian McCarthy, già autore di Oddity, il film si muove tra simboli arcani, presenze invisibili e un orrore più psicologico che esplicito, almeno fino alla rivelazione finale del mostro.

Ma il dato più interessante è proprio questo: Hokum gioca per gran parte del tempo sull’assenza, sull’invisibile, per poi concedere solo brevi e disturbanti scorci della creatura. Una scelta che richiama il miglior horror contemporaneo, capace di costruire tensione senza mostrare troppo — almeno fino a quando non decide di farlo.

Hokum punta tutto sull’atmosfera: la strega è solo la punta dell’orrore

Il film sembra inserirsi nel solco del folk horror più autoriale, dove la creatura — qui una strega ancestrale — è solo una manifestazione di qualcosa di più profondo. Il viaggio di Ohm Bauman non è solo fisico, ma soprattutto interiore: il trailer suggerisce chiaramente che il protagonista dovrà affrontare traumi e colpe del passato, in un percorso che mescola folklore e psicologia.

Accanto a Scott troviamo Peter Coonan, David Wilmot, Florence Ordesh, Will O’Connell e Michael Patric, in un cast che rafforza l’identità europea e radicata nel territorio della storia. Alla produzione figurano nomi importanti del genere come Roy Lee (legato a progetti horror di successo) e Steven Schneider, già coinvolto nei franchise di Paranormal Activity e Insidious.

Il titolo stesso, come spiegato dal regista, è volutamente “senza senso”: riflette lo scetticismo iniziale del protagonista verso il folklore locale, ma potrebbe nascondere un significato più profondo legato al suo conflitto interiore. Ed è proprio qui che Hokum potrebbe distinguersi: non tanto per la creatura che mostra, ma per ciò che rappresenta.

Redazione
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