
Il francese Olivier Assayas porta sullo schermo,
quasi con nostalgia, gli anni successivi al ’68, con Apres
Mai (Something in the air). Siamo nel 1971 e la Francia è
teatro di scontri e dibattiti politici, il giovane studente e
attivista politico Gilles insieme ai suoi amici si trova di fronte
a un bivio: continuare a vivere nel caos di quell’età o trovare un
suo posto nel mondo.
Per i film fuori concorso non manca l’occasione di riflettere con
Henry Alex Rubin e il suo
Disconnect. Viene preso in esame il mondo di
Internet e in particolare Facebook, divenuto la moda dilagante tra
i teenager. I produttori hanno affermato che il film non vuole
essere un attacco alla creatura di Mark Zuckerberg ma “la critica è
rivolta agli squilibri familiari, più che alla rete in sé”.
Oggi è la volta di Pieta di Kim
Ki-duk, storia di un usuraio che un giorno vede
presentarsi una donna che afferma di essere sua madre.
Nel 2010 ci ha lasciato Raoul Ruiz che stava lavorando a
Linhas de Wellington. La moglie Valeria
Sarmiento ha preso il suo posto e ha girato il film che è
in concorso al festival. Incentrato su quanto accadde nel 1810,
quando le truppe del maresciallo francese Massena furono sconfitte
dall’esercito inglese e portoghese guidato dal generale Wellington.
Tuttavia a causa della superiorità numerica, gli anglo-portoghesi
furono costretti a ripiegare verso Torre Vedras dove speravano di
sconfiggere il nemico grazie ad apposite basi e fortificazioni.
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