​​È il giorno di Valeria Bruni Tedeschi alla 29. Settimana Internazionale della Critica: l’attrice sarà a Venezia domani, sabato 30 agosto, per presentare TERRE BATTUE, il film d’esordio del francese Stéphane Demoustier, coprodotto dai fratelli Dardenne.

 

Fin dove siamo disposti a spingerci pur di raggiungere i nostri traguardi? Quali e quante regole siamo pronti a infrangere nella corsa al successo? I protagonisti del film – Jérôme, manager che ha appena deciso di lasciare il suo vecchio lavoro e di mettersi in proprio, e suo figlio Ugo, giovanissima promessa del tennis col sogno di essere ammesso al centro d’allenamento del Roland Garros – lo scopriranno sulla propria pelle, incuranti dei dubbi di Laura, moglie e madre “estranea” ai facili entusiasmi degli uomini di casa.

«Sono stato ispirato dall’idea del tennis come modello in miniatura della società in cui viviamo», spiega Demoustier, che all’ambiente dello sport giovanile aveva già dedicato il cortometraggio Les petits joueurs, su tre “baby campioni” di tennis. Ancora una volta, l’agonismo “a fil di rete” diventa metafora del mondo di oggi e della sua esasperata competitività.

Coproduttori di Terre Battue sono i fratelli Dardenne (sempre in prima linea nel raccontare la crisi dei nostri giorni), che “prestano” al film l’icona del loro cinema, Olivier Gourmet: ma, accanto a lui e al giovane Charles Mérienne, è la presenza di Valeria Bruni Tedeschi, nei panni di Laura, a colpire lo spettatore con il suo sguardo disilluso.