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Halloween – La notte delle streghe è il film cult del 1078 diretto da John Carpenter e con protagonisti Jamie Lee Curtis, Donald Pleasence, Nancy Kyes, Will Sandin, Tony Moran.

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Michael Myers: un nome, una leggenda. Tutti conoscono – o almeno dovrebbero – la storia del bambino di sei anni che, in assenza dei genitori, uccise a coltellate la sorella adolescente. Lui, Michael, in cura per anni dal Dottor Loomis, senza mai proferire parola, non veniva considerato un essere umano, ma un bambino svuotato di coscienza e sentimenti, prima; un uomo (immortale) dal volto bianco e gli occhi neri del diavolo, poi. John Carpenter, nel lontano 1978, creò un personaggio forte, ambiguo, pericoloso, verso cui gli spettatori provavano paura e ammirazione, turbamento ed eccitazione, allontanamento ed immedesimazione.

Il punto chiave di Halloween – La notte delle streghe, infatti, è proprio quest’ambivalenza di fondo che porta il pubblico, indipendentemente dal suo consenso, ad identificarsi con il Mostro. È tutto palese già dalla scena iniziale in cui la musica inquietante (composta dallo stesso Carpenter) e la filastrocca infantile preparano lo spettatore a confrontarsi con una situazione tormentata, guidandolo, suo malgrado, ad osservare (e vivere) la scena con gli occhi del protagonista. Michael e lo spettatore, allora, afferrano un affilato coltello da cucina, indossano una maschera da clown e commettono il primo omicidio. Per la prima volta nella storia del cinema, un regista ha coraggiosamente deciso di far assumere alla storia il punto di vista del villain – con cui, solitamente, nessuno vuole avere niente a che fare.

Halloween – La notte delle streghe film trailer

Halloween – La notte delle streghe di John Carpenter

Dopo il delitto, passano 15 anni e Michael, ormai divenuto un uomo, attende pazientemente la notte di Halloween per fuggire dalla prigione e tornare ad  Haddonfield, nell’Illinois. Si sa, Halloween è la notte delle streghe, e allora, invece di bruciare la fattucchiera (come vorrebbe la tradizione), Carpenter la difende, la alleva, e poi la lascia libera di esprimere tutto l’odio che ha dentro. Inspiegabilmente capace di guidare, il criminale torna nella sua città natale e, tramutatosi in qualcosa di più di un semplice uomo, divenendo l’ombra della strega che tutti temono, dà vita ad una spirale di sangue senza precedenti. Con il volto sempre coperto da una maschera (tranne che per pochi fotogrammi), Michael riesce ad uccidere tutti i personaggi ad eccezione di Laurie (l’allora esordiente Jamie Lee Curtis) che, consapevolmente, si prepara ad una lunga lotta contro il Mostro.

John Carpenter non è uno sprovveduto: conosce bene i trucchi del mestiere e sa come giocarsi le sue carte al momento giusto. Obbligando lo spettatore ad identificarsi sempre con Michael (tramite soggettive o semi soggettive), a vivere come un outsider, a sentirsi braccato come un animale, il pubblico, volente o nolente, finisce per fare il tifo per lui. Anche provando pena per Laurie e i suoi amici, gli spettatori, infatti, sperano sadicamente che Michael metta a segno i suoi colpi, persino quando, infantilmente, si nasconde sotto un lenzuolo. Halloween, insomma, è una pellicola eccellentemente costruita per spaventare lo spettatore e, nel contempo, fargli provare il brivido, per una volta, di prendere le difese del cattivo, consapevole che, alla fine della pellicola, si ritroverà al sicuro, seduto sulla propria poltrona di casa. Almeno, fino alla prossima notte di Halloween….

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