altNella mia mente

di Michele Pastrello

Nella mia mente (In my mind) è il primo corto del giovane regista veneto Michele Pastrello. Il film si muove sinuosamente tra il genere psycho-thriller e quello horror, inchiodando per quasi 30 minuti lo spettatore alla poltrona mediante un crescendo di suspance, mistero e inquietudine.

Il cortometraggio – che inizia con una frase dello scrittore russo Sergei Timofeevic Aksakov sul senso artistico – è ambientato prevalentemente tra le mura domestiche della protagonista Elena, le quali si trasformano nel palcoscenico di un autentico incubo. Ottimo il montaggio realizzato dallo stesso Pastrello, bravo anche nella scelta degli effetti di alcune scene, come quello da pellicola consumata utilizzato ad inizio film per la madre col neonato in braccio inquadrata sapientemente di spalle. Non mancano anche riferimenti a famosi film horror di successo. Nella fattispecie troviamo la Tv accesa di The ring, dalla quale ci si aspetta ansiosamente che venga proiettato qualcosa di inquietante o fuoriesca qualche essere orribile, e Pastrello non manca di soddisfare tali attese. Elena (Angela Picin) è appartata in auto con Oscar (Tobia Linetto), un ragazzo presumibilmente conosciuto da poco, col quale si scambia effusioni. Ad interromperli un inquietante personaggio che si avvicina alla loro auto. Elena non riesce a vederlo bene e cerca di convincere Oscar della sua esistenza, però lui non le crede. Così, arrabbiata e sconvolta dall’evento, si fa accompagnare a casa. Ma giunta lì si rende conto che quell’inquietudine aleggia anche tra le mura domestiche e anziché trovare conforto e protezione, si accorge che l’incubo continua anche in casa sua e si rivela in modo sempre più realistico.

Il corto ha vinto il Pesarhorror 2006 ed è stato proiettato anche alla 10ma edizione del Pifan (il Festival del Cinema Fantastico di Puchon), vetrina leader per la cinematografia fantastica e di genere nel continente asiatico.