Elle, spiegazione del finale: la protagonista sopravvive a Los Angeles o resta a Seattle?

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La prima stagione di Elle, prequel di La rivincita delle bionde, racconta molto più delle origini della celebre Elle Woods. Ambientata nel 1995, la serie segue l’adolescenza della futura avvocatessa mentre affronta il trasferimento forzato da Los Angeles a Seattle, un cambiamento che mette in crisi tutte le sue certezze. Quella che sembra inizialmente una classica storia di adattamento scolastico si trasforma progressivamente in un racconto di formazione, dove ogni scelta contribuisce a definire la donna che il pubblico conoscerà anni dopo.

Il finale della stagione chiude alcuni archi narrativi ma lascia aperte diverse questioni in vista del secondo capitolo. Il ritorno a Los Angeles, il triangolo amoroso tra Dustin e Miles e il difficile rapporto con la madre Eva non rappresentano semplicemente colpi di scena, ma servono a mostrare come Elle abbia ormai superato l’immagine superficiale con cui era stata introdotta. La vera domanda, infatti, non è dove vivrà, ma quale versione di se stessa sceglierà di diventare.

Perché Elle torna a Los Angeles ma sceglie di tornare a Seattle

Dopo aver trascorso gran parte della stagione cercando un modo per rientrare nella sua vita privilegiata di Los Angeles, Elle arriva a un punto di svolta inatteso. L’esperienza a Seattle le ha insegnato a guardare oltre il proprio mondo e, proprio per questo, decide di rinunciare allo stage presso Cosmopolitan. È però sua madre Eva, incapace di adattarsi alla nuova realtà, a sabotare quella decisione inviando di nascosto il tema richiesto dalla rivista. Quando l’articolo viene pubblicato, descrivendo in modo poco lusinghiero i nuovi amici di Seattle, Elle perde la fiducia delle persone che aveva finalmente conquistato e sceglie di accettare il ritorno in California.

Elle Prime Video
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La permanenza a Los Angeles, tuttavia, dimostra quanto la protagonista sia ormai cambiata. Ritrova facilmente il proprio posto tra gli amici di sempre e ottiene persino l’ambito stage nella redazione di Cosmopolitan, ma tutto ciò che un tempo rappresentava il suo sogno comincia improvvisamente a sembrarle vuoto. Le esperienze vissute a Seattle hanno modificato il suo modo di osservare il mondo, rendendola più sensibile alle persone e alle conseguenze delle proprie azioni. Quando comprende che il prestigioso incarico ai Golden Globes coincide con il ballo organizzato dai suoi amici di Seattle, capisce definitivamente dove sente di appartenere. Per questo decide di tornare nello Stato di Washington insieme alla madre, pronta a rimediare agli errori commessi.

Il significato del finale: Seattle rappresenta la vera crescita di Elle Woods

Il finale della stagione ribalta completamente il presupposto iniziale della serie. All’inizio Seattle era soltanto un esilio imposto dallo scandalo che aveva coinvolto il padre, mentre Los Angeles rappresentava la normalità da riconquistare. Nell’ultimo episodio questa prospettiva si capovolge: la città californiana diventa il simbolo della vecchia Elle, ancora concentrata sull’apparenza e sul prestigio sociale, mentre Seattle assume il valore di uno spazio in cui la protagonista ha imparato a costruire una personalità più consapevole.

Anche piccoli dettagli sottolineano questa trasformazione. La ragazza che all’inizio valutava un accessorio solo in base allo stile arriva a rifiutare un acquisto perché il marchio non rispetta criteri etici. È un cambiamento apparentemente marginale, ma racconta il passaggio da un’identità definita esclusivamente dal consumo a una maggiore attenzione verso il mondo circostante. In questa prospettiva, il ritorno a Seattle non rappresenta un passo indietro, bensì la scelta di proseguire un percorso di crescita ancora incompleto.

Dustin o Miles? Il triangolo amoroso resta irrisolto nel finale

Elle Prime Video
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Sul piano sentimentale la serie costruisce deliberatamente un finale aperto. Per gran parte della stagione Miles appare come l’interesse romantico principale di Elle: tra i due nasce il primo bacio della protagonista e il loro rapporto sembra destinato a consolidarsi, nonostante le difficoltà provocate dalla relazione precedente del ragazzo con Shannon. Dustin, invece, viene inizialmente presentato come un semplice amico, accomunato a Elle da una crescente sintonia personale più che da un’immediata attrazione.

Il soggiorno a Los Angeles modifica però anche questo equilibrio. La scoperta che Madison ha baciato Dustin costringe Elle a interrogarsi sui propri sentimenti e a riconoscere che il legame con lui è diventato molto più profondo di quanto avesse ammesso. Quando torna a Seattle, è proprio Dustin la prima persona che cerca. Dopo un confronto sincero, i due si baciano, dando finalmente voce all’attrazione reciproca. L’arrivo di Miles, che assiste alla scena, interrompe però qualsiasi conclusione definitiva. La serie sceglie così di non risolvere il triangolo amoroso, lasciando che sia la seconda stagione a chiarire quale relazione rispecchi davvero la nuova identità di Elle.

Il finale prepara la seconda stagione mostrando una Elle molto diversa da quella di Legally Blonde

L’ultimo episodio non serve soltanto a chiudere la prima stagione, ma ridefinisce anche il punto di partenza dell’intero percorso che porterà la protagonista a diventare la Elle Woods di Legally Blonde. Il cambiamento più importante non riguarda infatti la città in cui vive o il ragazzo che sceglierà, ma la consapevolezza acquisita durante l’anno trascorso lontano dalla propria comfort zone.

Seattle ha insegnato a Elle che il successo personale non può essere separato dalle relazioni umane e dalla responsabilità verso gli altri. Anche Eva, inizialmente ossessionata dal ritorno nell’alta società di Los Angeles, comprende che il prestigio sociale non basta più a darle soddisfazione. È per questo che madre e figlia decidono insieme di tornare a Seattle: non per necessità, ma per scelta. La seconda stagione ripartirà quindi da una protagonista molto più matura, pronta ad affrontare nuove sfide senza rinunciare né alla propria ambizione né alla sensibilità che ha sviluppato durante questo primo capitolo.

Chiara Guida
Chiara Guida
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice e Direttore Responsabile di Cinefilos.it dal 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.
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