L’epoca d’oro dei K-drama coreani è finita

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L’attuale età d’oro dei K-drama sta vivendo un momento paradossale. Da un lato, il successo globale delle serie sudcoreane non è mai stato così forte; dall’altro, secondo un’analisi rilanciata da ScreenRant, lo streaming – e in particolare Netflix – sta contribuendo a rendere sempre più difficile ritrovare e valorizzare i titoli che hanno definito questo periodo storico.

Negli ultimi anni, Netflix ha investito massicciamente nei K-drama, trasformandoli in un fenomeno internazionale e ampliandone il pubblico ben oltre i confini asiatici. Tuttavia, proprio l’enorme quantità di contenuti caricati sulla piattaforma rischia di offuscare le serie più significative, soprattutto quelle che non rientrano più nella spinta promozionale del momento.

Troppi titoli, poca memoria: il limite dello streaming

Il problema principale evidenziato riguarda la sovrabbondanza dell’offerta. I K-drama vengono lanciati con grande visibilità, ma spesso spariscono rapidamente dalle homepage e dagli algoritmi di raccomandazione, lasciando spazio alle nuove uscite. Questo meccanismo penalizza soprattutto le serie che hanno avuto un forte impatto culturale, ma che non vengono più sostenute attivamente dalla piattaforma.

A differenza dell’era televisiva tradizionale, in cui i titoli di successo restavano facilmente identificabili nel tempo, lo streaming tende a favorire un consumo rapido e immediato, rendendo più difficile per il pubblico scoprire o riscoprire i K-drama che hanno contribuito a definire il genere. Il risultato è una sorta di smemoratezza strutturale, in cui anche le serie più influenti rischiano di perdersi nel catalogo.

Questo fenomeno è particolarmente evidente proprio ora che il K-drama sta vivendo la sua massima espansione internazionale. L’accessibilità globale, che rappresenta il grande punto di forza di Netflix, si trasforma così anche in un limite: più contenuti significa meno contesto, meno gerarchia e meno percezione di ciò che ha davvero segnato un’epoca.

La questione solleva un interrogativo più ampio sul futuro della serialità coreana nello streaming: come preservare l’identità e il valore culturale di queste opere in un sistema pensato soprattutto per il continuo ricambio? Senza una maggiore cura editoriale, il rischio è che l’età d’oro dei K-drama venga ricordata solo come un flusso indistinto di titoli, invece che come una stagione creativa ricca di opere fondamentali.

Redazione
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