Creata da Jason George, la serie Netflix Quella notte, inizialmente intitolata Esa Noche, racconta la storia di tre sorelle le cui esistenze vengono sconvolte da un unico evento tragico. Dopo la nascita del suo bambino, Elena, la più giovane delle sorelle Arbizu, decide di organizzare una vacanza nella Repubblica Dominicana, dove la sorella Cris lavora come soccorritrice di animali, sperando di dare una svolta alla propria vita.
Il viaggio, però, si trasforma presto in un incubo quando Elena provoca accidentalmente la morte di un uomo nel cuore della notte. Per evitare conseguenze legali, coinvolge le sorelle Cris e Paula, la maggiore, chiedendo loro di aiutarla a gestire la situazione senza avvisare le autorità. Da quel momento si attiva una catena di eventi che, episodio dopo episodio, trascina il trio sempre più a fondo in una spirale di tensione e pericoli. L’unico elemento che resiste è il legame tra le tre sorelle, che viene continuamente messo alla prova.
La serie è tratta dall’omonimo romanzo di Gillian McAllister
La serie trae ispirazione dal romanzo scritto da Gillian McAllister. Pur con possibili adattamenti e aggiunte creative da parte degli sceneggiatori Marian Fernández Pascal, Jason George e Lara Sendim, la storia nasce come opera di finzione.
In un’intervista con Netflix, McAllister ha descritto il libro come una sorta di indagine psicologica articolata su più livelli. Il romanzo si chiede fino a che punto si potrebbe arrivare per proteggere un fratello o una sorella: mentire, commettere un reato, o persino occultare un corpo insieme, esplorando poi le inevitabili conseguenze di tali scelte. Il tema centrale ruota quindi attorno ai confini dell’amore familiare e alla responsabilità morale.
L’autrice non è nuova a storie ricche di colpi di scena e intrecci complessi. Ha spesso dichiarato il suo interesse per le dinamiche familiari e per le relazioni caratterizzate da tensioni emotive profonde. Con Quella notte, l’obiettivo è proprio quello di rimettere in discussione il significato del rapporto tra fratelli.
Per McAllister, la scrittura è un percorso in continua evoluzione, dove ogni revisione può trasformare radicalmente l’impianto della storia. È probabile che questo metodo abbia contribuito anche alla natura sorprendente e non lineare del romanzo. In un’intervista a Writer’s Digest, McAllister ha approfondito il suo approccio ai colpi di scena. Convinta che un twist efficace nasca dalla comprensione delle aspettative del lettore, è solita individuare in anticipo le possibili ipotesi del pubblico per poi ribaltarle strategicamente, costruendo così sviluppi narrativi inattesi.
Questo procedimento emerge chiaramente in Quella notte, in particolare nella struttura della trama, che ruota attorno al tema della colpevolezza o dell’innocenza delle tre sorelle. Anche se i dettagli più specifici possono essere frutto della creatività degli autori, sia nel romanzo sia nella versione televisiva, la comprensione delle dinamiche narrative e della psicologia umana conferisce all’opera ulteriori livelli di profondità.
La storia di Quella notte presenta alcune somiglianze con il caso di Regina e Margaret DeFrancisco
Sebbene il romanzo di Gillian McAllister sia ambientato in Inghilterra e in Italia, l’adattamento Netflix sposta l’azione in Spagna e nella Repubblica Dominicana, anche in virtù della produzione in lingua spagnola. Allo stesso modo, i nomi delle tre protagoniste (Joe, Cathy e Frannie), vengono modificati in Paula, Cris ed Elena. Al di là di questi cambiamenti formali, la serie conserva l’essenza della storia originale, approfondendo ulteriormente il conflitto e le dinamiche tra sorelle. Gran parte della tensione nasce dalle differenti reazioni delle tre protagoniste a un evento traumatico vissuto nell’infanzia, un elemento che trova riscontro anche in studi reali sul trauma e sul lutto.
È inoltre possibile che la storia abbia tratto ispirazione, almeno in parte, da fatti reali analoghi. Nel giugno 2000, le sorelle Regina e Margaret DeFrancisco uccisero il fidanzato di Regina, Oscar Velazquez, tentando poi di incendiare il corpo e l’auto della vittima. Le prime indagini indirizzarono subito i sospetti sulle due donne, che tuttavia riuscirono a fuggire prima dell’arresto.
Secondo le ricostruzioni, le sorelle rimasero latitanti per circa due anni e, quando furono catturate nel 2002, il caso aveva già ottenuto ampia notorietà a livello nazionale. Accusate di omicidio, sostennero la tesi della legittima difesa. Dopo un processo lungo e complesso, Regina fu riconosciuta colpevole nel settembre 2004 e condannata a 35 anni di reclusione. Margaret, inizialmente non condannata a causa del voto contrario di un giurato, fu poi giudicata colpevole in un secondo processo nel dicembre 2004, ricevendo una pena di 46 anni.
Nonostante alcune similitudini tra questo caso e la trama di Quella notte, le differenze restano sostanziali, confermando la natura completamente inventata della storia.
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