La seconda stagione live-action di Avatar – La leggenda di Aang ha già preparato il terreno per uno dei momenti più oscuri dell’intera storia. Alcuni dettagli disseminati nei nuovi episodi confermano infatti che la terza stagione Netflix introdurrà il Bloodbending, una delle tecniche di dominio più potenti e inquietanti dell’universo creato da Michael Dante DiMartino e Bryan Konietzko.
L’indizio arriva nel terzo episodio della seconda stagione, quando Katara tenta di estrarre il veleno dal corpo di una bambina morsa da un ragno. Pur non riuscendoci, la giovane dominatrice dell’acqua osserva che “il veleno è un liquido”, mostrando di essere già vicina a comprendere un principio che nella serie animata porterà alla scoperta del Bloodbending. Si tratta di un chiaro riferimento alla storia raccontata nel celebre episodio The Puppetmaster della terza stagione del cartone animato.
Il dettaglio non è casuale e conferma la volontà degli autori di seguire uno degli archi narrativi più importanti di Katara. Dopo aver già adattato con maggiore fedeltà gli eventi di Book Two: Earth, Netflix sembra infatti intenzionata a mantenere anche le storyline più mature della serie originale, senza semplificarne i temi.
Perché il Bloodbending rappresenta uno dei momenti più importanti della storia di Katara
Il Bloodbending è una tecnica avanzata del dominio dell’acqua che permette di controllare i liquidi presenti all’interno del corpo umano, trasformando di fatto una persona in una marionetta. Nella serie animata viene insegnata da Hama, un’anziana appartenente alla Tribù dell’Acqua che sviluppò questa capacità durante la prigionia in una struttura della Nazione del Fuoco costruita appositamente per neutralizzare i dominatori dell’acqua.
Per Katara, guaritrice per natura e convinta che il proprio potere debba servire a proteggere gli altri, il Bloodbending rappresenta tutto ciò che rifiuta. Proprio per questo il confronto con Hama diventa uno dei passaggi più traumatici della sua crescita, costringendola a usare quella tecnica contro la propria volontà pur di salvare Aang e Sokka.
La serie animata dimostra poi quanto sia sottile il confine tra giustizia e vendetta. Nel corso della terza stagione Katara ricorrerà infatti nuovamente al Bloodbending, questa volta spinta dalla rabbia nel tentativo di trovare l’assassino di sua madre. È uno dei momenti più intensi dell’intera saga, perché mostra come persino uno dei personaggi più compassionevoli possa cedere all’oscurità.
Se Netflix seguirà questa direzione narrativa, la terza stagione potrebbe offrire uno degli archi più maturi dell’intero adattamento live-action. Il Bloodbending non è soltanto una nuova abilità spettacolare, ma una riflessione sul potere, sul controllo e sulle conseguenze morali delle proprie scelte, elementi che hanno sempre reso Avatar – La leggenda di Aang molto più di una semplice serie fantasy.
