Believe 1X03 recensione dell’episodio con Johnny Sequoyah

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    Believe-1x03-2Believe torna compiendo, rispetto ai ritmi serrati del precedente episodio, un passo indietro lungo 10 anni, al fine di portarci agli inizi della “sperimentazione” che il duo Winter (Delroy Lindo), Skouras (Kyle MacLachlan) avviò sulla sorprendente Bo (Johnny Sequoyah).

    Origin, questo il titolo dell’episodio, potrebbe essere suddiviso a metà, da un lato i flashback che ci presentano Nina Adams (Ella Rae Peck), madre di Bo, rivelandoci come anch’essa condividesse gli stessi poteri della figlia scatenati da un gene ereditario, mentre dall’altro il presente con le sue complicazioni che rendono insicuri anche i rifugi sicuri individuati da Winter.

    Nel primo dei filoni che compongono la puntata è dunque introdotto il personaggio di Nina Adams, madre di Bo, che, rintracciata da Skouras, viene inserita in un progetto scientifico volto a sfruttarne le capacità psichiche a fini di “pace”. Ci viene mostrato, inoltre, l’inizio del sodalizio tra Winter e Skouras, che sarà poi interrotto in virtù di una promessa che vincolerà per sempre il personaggio interpretato da Delroy Lindo a Bo. Infine, è svelato il perché della grande fiducia disposta da Winter nei confronti di un presunto omicidia: fu la stessa Nina ad indirizzargli la via quando, in stato di trance, tracciò un schizzo raffigurante l’uomo e la bambina in fuga dieci anni nel futuro.

    Nel secondo filo narrativo, la caccia all’uomo è alternata all’ennesima trama orizzontale, che questa volta vedrà Bo, guidata dai poteri manifestatisi sotto forma di farfalla, riunire una madre ed un figlio separati dai conflitti in Afghanistan. Believe-1x03-1Una storia che rispecchia il rapporto tra Tate (Jake McLaughlun) e Bo, padre e figlia ignari delle loro reali identità ma che, col tempo, impareranno ad apprezzarsi a vicenda, nonostante gli aspetti negativi dell’uno e l’entusiasta bonarietà dell’altra che poco si sposano l’un l’altro ma che ottimamente riescono a dialogare fra loro. Bo riuscirà lentamente a far aprire il cuore del padre, che ancora appare legato ad un amore passato, mentre Tate aiuterà la figlia ad andare oltre le proprie paure che spesso ne bloccano le capacità telecinetiche.

    Un episodio che non mischia le carte in tavola, ma che, attraverso i ritorni al passato, fa luce su angoli finora rimasti ciechi. Tuttavia, continua a peccare di freschezza linea narrativa sviluppata attorno all’idea dell’associazione governativa decisa a sfruttare i poteri della protagonista al fine di mantenere la pace (permane il dubbio sulle reali intenzioni di Skouras). I flashback, invece, sembrano aiutare a fare chiarezza circa l’origine della farfalla apparsa nel primo ed in questo terzo episodio, elemento che sembrerebbe un richiamo alla collana indossata da Nina nel passato. La chiave di lettura va cercata nel pendente che permetterà a Bo di riunire una famiglia dispersa, allo stesso modo in cui quella farfalla guidò Tate lungo le corsie dell’ospedale verso la figlia.