C’era una volta 2×13: recensione dall’episodio

Tremotino ha perso tutto, ma non ha intenzione di starsene con le mani in mano e, sfruttando la rete di debitori che si è creato, non dovrebbe riuscirgli difficile procurarsi qualche aiuto e ottenere ciò che vuole.
Detto, fatto: il signor Gold ingaggia prontamente Emma per andare alla ricerca di suo figlio Bea… e chi più di lei, potrebbe essere utile a questo scopo?!
Intanto, il fatto che Cora sia uscita allo scoperto, mette in moto una serie di meccanismi nella piccola cittadina di Storybrooke, col Principe Azzuro e Biancaneve in prima fila, che si mettono sulle tracce della temibile strega che, dal canto suo, sembra essere svanita.
Ovviamente non ci facciamo strane idee: Cora c’è anche quando non si vede… e David e Mary Margaret non ci mettono molto a trovare le tracce lasciate (volontariamente?) da lei.
Trovato il veliero di Capitan Uncino, i due sovrani, scoprono che Cora ha portato con sé un po’ di cose dal mondo delle fiabe, tra cui…. Un gigante.
JORGE GARCIALa breve digressione sul personaggio interpretato Jorge Garcia (Lost), è forse l’unico spunto interessante di questo tredicesimo episodio che, ancora una volta mostra gravi pecche in fatto di sceneggiatura, che risulta ripetitiva e incapace di trarre beneficio dalle occasioni che essa stessa si crea, ma che poi si risolvono in un deludente e rapidissimo scioglimento nell’ happy ending che è sì, necessario per la natura della serie stessa, ma troppo banale anche per una fiaba.
L’occasione di cui stiamo parlando è quella, concreta e dalla portata non proprio trascurabile, dell’entrata in scena del nuovo personaggio, che avevamo già visto in qualche episodio precedente, durante la spedizione di Emma e Mary Margaret in quello che resta del mondo delle fiabe. Vedendo David, il gigante, pensa di avere a che fare col suo gemello che, in passato, gli ha dato prova dell’innata malvagità degli esseri umani.
L’ira del gigante avrebbe potuto dare adito ad un po’ di vera azione e, chissà quanto saremmo stati grati se, invece di dover assistere al dramma di un Tremotino alle prese col mondo reale, avessimo potuto vedere un po’ di sana rabbia, e un po’ di sano scomglio nella cittadina di Storybrooke, diventata più noiosa di Capeside.  Ci speriamo ma, purtroppo per noi, non succede nulla di nulla e gli entusiasmi si spengono insieme agli ascolti che, un po’ per i Grammy e un po’ per l’effettivo calo della qualità della serie, hanno registrato un notevole picco in basso.
Intanto Belle e Greg, entrambi in convalescenza, sembrano trovare qualcosa in comune: i sospetti sulla strana situazione di Storybrooke. Saranno loro a dare una scossa al tutto? Il mondo normale che si scontra con quello della fantasia è, dopotutto, il leitmotiv della serie.

RASSEGNA PANORAMICA

Dalila Orefice
Studentessa di Arti e Scienze dello Spettacolo con una passione per Harry Potter che sfiora i limiti del patologico. Il sogno di una vita? Carta, penna e un buon film.
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