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L’ottavo episodio di Da Vinci’s Demons ricorrere a degli esili escamotage per ribaltare una struttura narrativa che era prossima alla sua conclusione, facendo risultare così l’intera puntata una lunga sospensione ricca di cliché.

Da Vinci's Demons 2x08The Fall from Heaven si apre con l’incarcerazione di Leonardo (Tom Riley) e Riario (Blake Ritson) che rischiano la morte per aver lasciato indietro Ima (Carolina Guerra) e voler carpire in autonomia i segreti del Libro delle Lamine. Ma la coppia riesce grazie anche all’aiuto di Nico (Eros Vlahos) e Zoroastro (Gregg Chillin) a scappare e a raggiungere nuovamente la cripta in cui la voce della madre di Leonardo li sprona a proseguire. In seguito all’ennesimo indovinello, riescono ad ottenere un ulteriore oggetto che servirà da indizio per la ricerca del Libro. Nel mentre seguiamo le vicende a Roma, in cui Papa Sisto IV (James Faulkner) riceve a corte il futuro erede dell’impero Ottomano, Bayezid (Akin Gazi), che da vita a una serie di incomprensioni e duelli messi in moto da Lucrezia Donati (Laura Haddock), rimasta a Costantinopoli e di cui viene scoperta la vera identità. Ritorna nell’episodio anche Lorenzo (Elliot Cowan), che cerca nuovamente di confermare il suo valore con Ferrante eliminandogli la seccatura di un francese che ostacolava i suoi affari e nel mentre riallaccia i rapporti con Ippolita Sforza (Jeany Spark), il suo primo amore.

Da Vinci's Demons 2x08-2L’episodio sceneggiato da Jonatha Hickman e Corey Reed, risulta pesante nella struttura e noioso nelle varie parentesi “geografiche”. In Colombia assistiamo, da due puntate a questa parte, ad una lunghissima ricerca del libro delle lamine in stile “Il mistero dei templari”, che aggiunto al continuo rimbalzare dal pericolo di morte all’enigma della scoperta, ingolfa l’intera storia a sfavore del ritmo e dell’intrattenimento, portando temi visti e scenari piuttosto prevedibili. Di conseguenza anche Lorenzo a Napoli, ritorna in uno schema già visitato, guadagnarsi “una posizione” all’interno del palazzo di Ferrante a discapito di un geloso Alfonso che serve da ponte per l’ennesima storyline della stagione, quella del Papa che oltre a voler combattere la laicità-fiorentina ora sembra impegnato con la futura chiesa greco-ortodossa. L’episodio perciò rimanda la “soluzione” alla prossima puntata, la penultima di questa stagione, senza aggiungere linfa a storie che ormai risultano essere esaurite e che perciò perdono di attrattiva agli occhi dello spettatore.