Quello della Base nel futuro e del gruppo di scienziati attaccati da una forza misteriosa è uno schema che Doctor Who ha inseguito in più di un’occasione e che continua a rivelarsi vincente anche nel terzo episodio di questa nona stagione, intitolato Under The Lake, che vede il Dottore e Clara imbattersi per caso in una base sottomarina infestata da un inquietante fantasma senza occhi e vestito in abiti ottocenteschi che fa la sua comparsa nella notte.

Il team di ricercatori, al lavoro per una compagnia petrolifera nel 2119, cerca di proteggersi dalla minaccia notturna e di continuare il proprio lavoro come se nulla fosse durante il giorno, ma quando uno dei membri dell’equipe viene ucciso dal fantasma e si unisce a lui nella persecuzione dei compagni l’intervento del Dottore diventa provvidenziale: le due ombre vagano per la base apparentemente senza meta, pronte ad attaccare i suoi occupanti bisbigliando inquietanti parole che sembrano contenere un codice complesso e la soluzione dell’enigma; già showrunner di Being Human e sceneggiatore di episodi mai dimenticati come The Vampires of Venice e The God ComplexToby Whithouse sa bene come introdurre creature terrorizzanti e alimentare la giusta tensione nel corso dell’episodio, anch’esso destinato come i precedenti di questa serie ad essere parte di un duo più lungo e di maggiore respiro per storylines e personaggi.doctor who-underlake31

Oltre a farsi notare per la svolta horror che mette al centro dell’azione semplici fantasmi a fronte di altre possibili creature aliene, Under The Lake può contare su un Dottore come sempre divertente e carismatico grazie a quella ruvidità di carattere che abbiamo imparato ad amare con tutto il cuore (perfetta la scena in cui Clara lo spinge a prendere i bigliettini per dire qualcosa di carino alla squadra in seguito alla morte di Moran) e su scelte di sceneggiatura vincenti nella caratterizzazione dei protagonisti e perfino nel citazionismo: il fatto che fra i membri del team ci sia anche Cass, una donna sordomuta che necessita per questo della costante presenza di un’interprete per portare avanti la sua missione e in seguito per la sua stessa sopravvivenza, è una mossa intelligente che dimostra come lo show sia molto attento a definire la normalità di sensazioni e sentimenti che i personaggi portano con sè nonostante le reciproche differenze di età, pianeta o galassia; curioso ma irresistibile per ogni fan delle serie tv è l’indiretta citazione della celeberrima scena di Lost “Not Penny’s Boat”, quando il Dottore rimane separato da Clara e promette di salvarla prima che l’abitacolo sia sommerso completamente dall’acqua.doctor who under the lake

Un episodio non particolarmente innovativo o sorprendente, ma capace di creare l’atmosfera ideale  e terrorizzare a dovere gli spettatori col giusto tocco di humour e horror: anche se c’è ancora spazio per una spiegazione più elaborata e che probabilmente arriverà nel prossimo episodio, i cari vecchi fantasmi funzionano sempre.

 

RASSEGNA PANORAMICA
Alessia Carmicino
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Nata a Palermo nel 1986 , a 13 anni scrive la sua prima recensione per il cineforum di classe su "tempi moderni": da quel giorno è sempre stata affetta da cinefilia inguaribile . Divora soprattutto film in costume e period drama ma può amare incondizionatamente una pellicola qualunque sia il genere . Studentessa di giurisprudenza , sogna una tesi su “ il verdetto “ di Sidney Lumet e si divide quotidianamente fra il mondo giuridico e quello cinematografico , al quale dedica pensieri e parole nel suo blog personale (http://firstimpressions86.blogspot.com/); dopo alcune collaborazioni e una pubblicazione su “ciak” con una recensione sul mitico “inception” , inizia la sua collaborazione con Cinefilos e guarda con fiducia a un futuro tutto da scrivere .