Gotham 1×07 recensione dell’episodio con Anthony Carrigan

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    Gotham

    E’ Oswald Copplebot (Robin Lord Taylor) ad aprire il settimo episodio di Gotham, The Penguin’s ombrella. Entrato nelle grazie della malavita locale, cammina spavaldo per le vie della città protetto da due scagnozzi. Intanto Fish Mooney (Jada Pinkett Smith) esplode di rabbia una volta scoperta la verità su Jim Gordon (Ben McKenzie) e sullo stesso Pinguino. Alta tensione anche tra i due capi della mafia di Gotham Carmine Falcone (John Doman) e Sal Maroni (David Zayas), giunti sull’orlo di una guerra per il controllo della città.

    Gotham-1x07Puntata grandiosa, diretta da Rob Bayley, senza dubbio la migliore vista finora. La sceneggiatura di Bruno Heller ci fa entrare con intensità nel cuore del sub plot, sviluppo naturale delle vicende raccontate nei due precedenti episodi. La storia si sta complicando e diversi fatti che accadono durante la puntata ci fanno capire che siamo a un punto di svolta nell’intera vicenda. Luci puntate su Gordon, ancora una volta solo contro tutti a lottare per la giustizia. Abbandonato dai colleghi, palesemente asserviti al controllo della mafia, dovrà trovare da solo gli elementi per abbattere il sistema criminale di Gotham, combattendo con le armi di cui dispone. Con un nemico in più sulle sue tracce: il sicario di don Falcone, Victor Zsasz (Anthony Carrigan). Le vicende personali del detective Gordon stanno prendendo una brutta piega, la sua vita e quella della fidanzata Barbara (Erin Richards) sono in pericolo e Jim dovrà lottare con tutto se stesso per non piegarsi al volere dei criminali. A chi gli consiglia di scappare da Gotham risponde fiero: “This is my home, it’s my father’s home” (questa è casa mia, è la città di mio padre) spiegando con una sola frase molto del suo personaggio e dei suoi valori.

    Gotham-1x07-2Sul fronte cattivi, tanto spazio a Oswald e Fish Mooney in questo episodio. Il primo si è conquistato la fiducia di Don Maroni, rivelandosi un brillante alleato della sua strategia criminale. Pragmatico e riflessivo, ha ben chiaro in testa sia il quadro generale che i possibili scenari futuri. Ogni puntata questo personaggio conferma la sua freschezza e il sorriso benevolo di Taylor esprime con eloquenza la genuinità del mite vecchio Oswald, maltrattato ingiustamente da tutti per il suo aspetto. Tutt’altro che mite è Fish Mooney, soprattutto ora che vede complicarsi il suo subdolo piano di conquista del potere. Sinuosa e letale come una vipera, quando si rapporta agli altri non sempre riesce a mantenere il distacco da ‘femme fatale’ e si abbandona a reazioni ‘di pancia’, spesso però risolutive. In più la sensualità dello sguardo della signora Smith, spesso enfatizzato dai primi piani, non fa che accrescere la dimensione di questo personaggio.