Homeland 2X12 – recensione

Nell’episodio precedente, in seguito alla morte di Nazir, Brody cerca di sfruttare la seconda possibilità che gli viene concessa: si dimette dalla carica di Deputato, decide insieme a Jessica di chiedere il divorzio e rivela i suoi sentimenti a Carrie.

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Niente sigla iniziale per il finale di stagione di Homeland, “The Choice”.  L’episodio si apre con l’arrivo di Carrie e Brody alla cabina sul lago della famiglia Mathison, ma come la sera prima c’è ancora Quinn che li spia da lontano. Mentre i due cercano di capire se la loro storia d’amore ha qualche speranza, il finto analista aspetta il momento giusto per portare a termine il suo incarico. Sfortunatamente per il direttore della CIA, Quinn ha una coscienza e, accortosi che il suo bersaglio non è più in alcun modo una minaccia per la Nazione, decide di risparmiargli la vita; si reca così da Estes, lo minaccia affinché lasci in pace sia Carrie sia Brody e scompare. La scelta di Quinn costringe Estes ha liberare dall’isolamento Saul, che ora non deve più temere per la sua carriera. Prima di ripartire, Carrie chiede a Brody del tempo per pensare, perché scegliere di stare con lui vorrebbe dire rinunciare al suo lavoro e lei ancora non sa senza quale dei due può vivere.

homeland-2x12Tornato in città, Brody ci fa assistere al passaggio del testimone, lasciando nelle mani dell’amico Mike la sua famiglia. Invece, a Langley Carrie si confida con Saul, prima che lui vada a supervisionare la cerimonia di sepoltura in mare per Nazir. Il mentore di Carrie sa quale sia l’unica scelta possibile: Brody è stato e sarà sempre un terrorista, ma il cuore non sente ragioni, soprattutto quello testardo della sua giovane collega. Lo stesso giorno, durante la cerimonia organizzata a Langley per Walden, ex direttore della CIA, Carrie conduce Brody nell’ufficio vuoto di Saul per rivelargli la sua scelta. Proprio quando tutto sembra andare nel migliore dei modi, l’ex-deputato si accorge che la sua auto è stata spostata e ora si trova, stranamente, vicino alla sala della cerimonia. Pochi secondi dopo una violenta esplosione distrugge tutto e tutti, anche le piccole certezze che con grande dolore si erano consolidate nella mente di Carrie; ripresasi dall’onda d’urto della bomba, l’agente la pistola nel cassetto di Saul e la punta su Brody ancora svenuto. La confusione ci assale: Carrie ha avuto sempre un sesto senso su Brody, ma lui è cambiato, da tempo c’è la sincerità nelle sue parole e nei suoi occhi. Molte cose succederanno in questa seconda mezzora più ricca di suspense, in cui solo alla fine scopriremo la definitiva scelta di Carrie: la CIA o Brody.

Il compito di dirigere questo complesso e fertile finale di stagione (scritto da uno dei creatori, Alex Gansa, e da Meredith Stiehm) spetta al “primo” regista di Homeland, Michael Cuesta, anche produttore esecutivo.

RASSEGNA PANORAMICA

Silvia Brancato
Silvia Brancato
Laureata al DASS dell'Università degli Studi di Roma La Sapienza in "Stereoscopia: Cinema, Televisione e Teatro", consegue successivamente il Master Digital Audio/Video Editing presso La Sapienza con la speranza di diventare una montatrice cinematografica. Gran divoratrice di libri, appassionata di serie tv e frequentatrice assidua della sala cinematografica.
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