Homeland 2X10 – recensione

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    Questo decimo episodio di Homeland s’intitola “Broken Hearts” e di cuori spezzati ce ne mostra a bizzeffe: da quelli inesperti di due adolescenti, a quelli infelici di una coppia sposata, da quello malandato di un avido politico, a quello tradito di un terrorista.

    Le informazioni su Quinn ottenute nell’episodio precedente, portano Saul ad incontrarsi con un vecchio agente della CIA, Dar Adal, e a scoprire qualcosa di più sulla presenza dello pseudo-analista nell’operazione Brody/Nazir. Tuttavia le sue insistenti domande a Estes, che continua a mentire sulla vera missione di Quinn, gli procureranno non pochi problemi.

    Poco dopo essersi accordata per telefono con Brody sul suo futuro nella politica, Carrie rimane coinvolta in un violento incidente d’auto e, solo quando il deputato riceve una videochiamata da Nazir, capiamo che lei è sua prigioniera. Il terrorista usa Carrie per costringere Brody ad accettare un’ultima, complicata missione: dovrà entrare nell’ufficio del VP Walden e scoprire il numero seriale, che permette di controllare a distanza il suo bypass. Mai nessun’altra azione terroristica potrebbe essere più discreta ed efficace. Brody è molto combattuto, ma l’evidente amore per Carrie è più forte di tutto e, in fondo, uccidere l’assassino di Issa non è un pensiero così ripugnante. Mentre il deputato si reca da Walden, tra Carrie e Nazir nasce un interessante dialogo sull’odio, l’amore e la morte. Il confronto tra i due “nemici”, le due opposte figure che a lungo si sono contese la fiducia di Brody, è breve, ma intenso e ci fa chiedere quanto Brody sia per loro una persona e quanto un pupazzo da manovrare. Certo, lui prende da solo le sue decisioni, ma mai al di fuori delle possibilità che gli vengono imposte.

    Giunto alla residenza del Vice Presidente, Brody riesce a sfruttare un precedente impegno di Walden per intrufolarsi nel suo studio. Trovato il numero, chiama subito Nazir e, minacciandolo, baratta l’informazione con la libertà di Carrie. Nei minuti successivi, la tensione aumenta grazie all’alternarsi di due scene: Walden che parla con Brody nel suo ufficio e un hacker che modifica le impostazioni del bypass. Nel frattempo, Carrie è riuscita a fuggire e a trovare un cellulare con cui poter avvisare Saul; le squadre speciali stanno arrivando per catturare Nazir, ma lei non può aspettare e torna indietro nell’edificio abbandonato da cui era scappata.

    Torna per la terza volta alla regia Guy Ferland, che dimostra (dopo il precedente di “Un Nuovo Incarico”) di aver ancora un buon feeling con la sceneggiatura di Henry Bromell, anche consulting ed executive producer dello show.