Homeland 3×01 – Recensione

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Sono passati 58 giorni dall’attacco a Langley. Di Brody non c’è traccia e la CIA rischia di essere chiusa. La famiglia Brody è in una brutta situazione economica, soprattutto dopo il ricovero di Dana (Morgan Saylor) in una clinica psichiatrica in seguito al suo tentato suicidio.
Per scoprire cosa è realmente successo a Langley il giorno dell’attentato che ha portato alla morte 219 americani, viene aperta un’inchiesta governativa. Molti testimoni puntano il dito contro la CIA che sembra aver occultato la sua negligenza nelle settimane prima dell’attacco. A rispondere per prima alle domande della Commissione è l’agente Carrie Mathison (Claire Danes), che ammette le sue colpe per non aver previsto l’attacco, ma nega di sapere che Brody (Damian Lewis) fosse un terrorista. Purtroppo, la commissione è in possesso di alcuni documenti che rischiano di svelare i segreti di Carrie e farla sembrare l’unica responsabile. Adesso per l’agente Mathison l’unica cosa da fare è avvalersi del suo diritto costituzionale di non testimoniare contro se stessa e tornare a casa.

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Nel frattempo, Saul Berenson (Mandy Patinkin),divenuto direttore della CIA, e Dar Adal (F. Murray Abraham) hanno trovato i sei principali responsabili dell’attacco a Langley; all’appello manca solo la mente dietro l’attacco, l’iraniano Majid Javadi, Comandante del corpo di guardia rivoluzionario islamico e vicecapo dei loro servizi segreti. Saul è restio ad autorizzare l’assassinio di sei uomini, ma se la missione andasse a buon fine significherebbe nuova credibilità per la CIA e minor pressione durante l’inchiesta.
Frustata e lontana da Brody, che non vede e sente da due mesi, Carrie smette di prendere le sue medicine e si rifugia nell’alcool, non sapendo che il peggio deve ancora arrivare. La talpa nell’Agenzia e le rivelazioni di Saul davanti alla Commissione metteranno a dura prova la sua salute fisica e mentale.

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Inaspettatamente, a circa da un mese dalla messa in onda ufficiale, arriva il pre-air del primo episodio della terza stagione di Homeland – Caccia alla spia, intitolato Tin Man is Down. Pochi giorni fa la premiere era stata scaricata online già da più di 100mila utenti. Sebbene l’episodio manchi di effetti visivi e di una completa colonna sonora, le vicende narrate non saranno diverse da quelle in onda il prossimo 29 settembre. Il finale di stagione ci aveva lasciato con alcuni punti interrogativi relativi all’attentato ma soprattutto al destino di Carrie, ora separata da Brody; la puntata di apertura risponde in parte a quelle domande e si riserva un piccolo colpo di scena per la fine, lasciandoci però un po’ delusi per la mancanza di suspense a cui eravamo abituati. Saranno l’assenza di Brody o un altro probabile crollo mentale di Carrie o i dilemmi morali di Saul, ma l’episodio non offre molto di nuovo se non alla fine. Gli attori dimostrano ancora la loro bravura nel riabbracciare i rispettivi ruoli e la regia Lesli Linka Glatter (E.R. – Medici in prima linea, The Newsroom) è semplice ed efficace.

Per il secondo episodio, Uh… Oo… Aw…, dovremo aspettare il 6 Ottobre, ma il 29 Settembre potremo rivedere il primo episodio nella sua versione definitiva.