Hostages 1×09 recensione dell’episodio con Toni Collette

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    Hostages

    La nona puntata di Hostages si concentra sul Secret Service e l’Agente Hoffman che scava negli affari privati di Ellen, l’indagine insospettisce i mandanti del futuro colpo di stato che chiedono a Duncan di eliminarlo ma quest’ultimo comincia ad avere dei ripensamenti.

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    L’episodio ormai si svolge con l’usuale risoluzione del colpo di scena della puntata precedente, qui troviamo Ellen (Toni Collette) e Duncan (Dylan McDermott) che cominciano a sviscerare una ad una tutte le motivazioni di questo attentato al presidente. Ciò che emerge è l’astuzia della dottoressa, arrivata solo a metà della stagione, che riesce a risalire a varie sfaccettature che porteranno all’ennesimo colpo di scena finale.
    Seppur Ellen e Duncan non si stiano più fronteggiando e sembrano aver trovato un motivo per convivere con questa storia finché non avrà fine. Chi non si rassegna e fornisce concretamente l’azione è l’agente Hoffman (Paul Calderon), che incarna anche l’unico personaggio positivo di tutta la serie. Egli mosso da un dubbio lanciato da Brian (Tate Donovan) comincia a indagare su tutto e ad avere i primi riscontri. Questi metteranno in scena una serie di eventi, inverosimili, che porteranno il colonnello Blair (Brian White) ad assumere un ruolo importante con la complicità della sorella della First Lady, Vanessa (Joanne Kelly), introdotta nelle precedenti puntate ma che solo in questa dimostra le sfaccettature del suo personaggio.
    Ad appesantire, come sempre, la serie ci pensano le storie collaterali, questa settimana vengono esaminati gli attriti dei sequestratori. Sandrine (Sandrine Holt) e Kramer (Rhys Coiro) stanno consumando una sorta di relazione che non va bene ad Archer (Billy Brown) sia a livello professionale sia a livello sentimentale; creando così oltre a dubbi e ripercussioni future anche il primo vero triangolo della serie che manca del tutto di interesse.
    Altro elemento che stona nello show, sono i primi ripensamenti di Duncan riguardo l’etica di “chi uccidere” questo viene sottolineato da Ellen, ma comunque introduce un elemento discontinuo a livello di sceneggiatura. Dato che Duncan è disposto a tutto pur di salvare sua moglie e ha sempre eliminato tutti i problemi, non è possibile che con la morte di Boyd (Tyler Elliott Burke) abbia dei ripensamenti morali. Seppur il complotto si sia diluito nel tempo, portando ad una serie di problematiche da gestire, questo non dovrebbe intaccare gli intenti dei due protagonisti con il rischio di far vacillare il pilastro portante dello show, il complotto e il sequestro.

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    Loose End scritto da Rick Eid e Jeffrey Nachmanoff, recupera punti sulla tensione e sulla storyline, che grazie ai nuovi personaggi “cattivi” introdotti nello show riesce a rivelare le sue carte allo spettatore; ciò che non migliora è la coerenza e i piani narrativi con cui viene impostata la storia, dato che il ritmo del thriller si è perso numerose puntate fa.