Jonathan Banks torna a interpretare Mike Ehrmantraut, il suo personaggio in Breaking Bad, nella serie prequel della AMC, Better Call Saul. In un intervista a Comingsoon.net l’attore parla della serie e dell’evoluzione del suo personaggio nonché dei suoi altri progetti lavorativi.

 

Ti vediamo brevemente all’inizio di “Better Call Saul”. Quando ti ritrovi con Saul?
Intorno al quarto o quinto episodio.

Ti piace l’idea della realizzazione del prequel che ti ha permesso di ritornare?
Oh, sì. Adoro interpretare Mike e prendo le cose come capitano. Se il pilot che ho fatto per la NBC fosse stato venduto, non sarei stato disponibile, quindi la cosa ha funzionato.

Non potrai continuare “Community” per via di questo impegno?
Ecco, in effetti non conosco le date previste. Non ne ho idea, ma il mio piano era lavorarci per un anno e poi lasciare.

better-call-banksTi è piaciuta l’esperienza in “Community”?
Sì, sono persone fantastiche, molto gentili. Ammetto che non è proprio il mio genere. Preferisco le serie drammatiche.

“Better Call Saul” sembra più surreale di “Breaking Bad”. Ciò lo rende un lavoro diverso?
Il ritmo è diverso, ma Mike ha un certo distacco da molte cose, l’ha sempre avuto. Interpretare Mike significa vivere nel suo mondo. Credo che la presenza di Mike renda la serie più simile a “Breaking Bad” rispetto ad avere molti altri personaggi.

Ti hanno detto chiaramente cosa puoi rivelare su “Better Call Saul”?
Immagino che non possa dire più di tanto. È quanto presumo. Non posso anticipare nulla. Posso dirvi che scopriremo qualcosa su Mike, in particolare sul suo passato.

Ci sono cose che abbiamo scoperto su Mike in “Breaking Bad” e che ora vedremo a tutti gli effetti?
Sì, alcune.

Dopo la fine di “Breaking Bad”, avevi ancora delle domande su Mike?
Domanda interessante. Mike ha così tante sfaccettature. Vi dirò questo. Mi piace il personaggio, mi piace così tanto che cercherò di dargli ancora più spessore e profondità. Ma adoro anche il fatto che c’è una parte di lui che non conosciamo a fondo. Se riveliamo qualcosa di lui, vorreste saperne ancora di più.

Hai interpretato diversi ruoli da regular nelle serie tv. Non ti lasceresti scappare l’occasione di fare un’apparizione come in “Lizzie Borden Chronicles”?
Ho fatto questa apparizione. Il produttore Stan Brooks è un mio amico. Non sapevo fino in fondo quanto la serie fosse impeccabile fino al dettaglio, da Joseph e i costumi ai set, sino ai giovani attori davvero bravissimi. Senza essere troppo melenso, è stata un’esperienza meravigliosa.

better-call-saul-mckean_odenkirk_banksQuando apparirai in “Lizzie Borden”?
Nel secondo episodio.

In un episodio soltanto?
Sì, perché mi fanno fuori. Sono senza gusto.

Chi è Mr. Flowers?
È un uomo molto, molto cattivo che mi sono divertito a interpretare.

Indubbiamente ti è stato chiesto di interpretare molti personaggi di questo tipo. Ti piace l’idea?
Sì, davvero. Mi piace. Adoro interpretare i cattivi.

Il personaggio è ispirato a qualcuno che è davvero esistito?
Credo di no. Ma ciò non significa che nella storia non siano esistiti uomini molto, molto cattivi.

Che cosa fa Mr. Flowers ai Borden?
In realtà credo che la questione debba essere vista al contrario. Pensava di poter essere una sorta di partner per Lizzie, ma ha capito subito che non era così.

Nella tua carriera hai lavorato a molti drama in costume?
Faccio questo lavoro da 47 anni, quindi direi proprio di sì.

Ti piace lavorare in costume?
Moltissimo, soprattutto quando si fa un ottimo lavoro e non te ne accorgi neppure. I set, i costumi e l’aspetto visivo sono straordinari.

Come si svolgevano le tue prove costume?
Mia moglie è stilista, quindi mi diceva: “Vai, tieni la bocca chiusa e indossa ciò che ti dicono. Non fare la prima donna”. Joseph [A. Porro] è molto preciso, rendeva perfetta ogni prova costume.

better-call-saul-its-bob-odenkirkParliamo del tuo modo di lavorare, perché adoriamo ciò che fai. Sei un attore che preferisce fare molte prove?
Se fosse per me, proveremmo fino allo sfinimento. Il mio modo di lavorare è basato sulla semplicità. Non puoi mai sapere le tue battute fino alla perfezione ed è meglio ascoltare.

Hai provato quanto volevi per un ruolo da guest star come in “Lizzie Borden”?
Credo che non mi capita mai di provare tutte le volte che vorrei.

Neanche come regular?
Esatto. Quando si lavora a una serie tv, il programma di riprese è molto dettagliato. Ma anche se lavori in teatro e le prove durano sei settimane, non è mai abbastanza.

A un certo punto della tua carriera ti sei reso conto che venivi ingaggiato per lo più nei ruoli da cattivo o da duro?
Credo di essere sempre stato ingaggiato in questo tipo di ruoli. Sempre.