L’Amica Geniale, seconda stagione: Costanzo e il fantasma di Ferrante

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L'amica geniale storia del nuovo cognome

Dopo il successo travolgente della prima stagione, torna su Rai Uno L’Amica Geniale, con la seconda stagione, Storia del nuovo cognome, in onda dal 10 Febbraio per quattro prime serata. Saverio Costanzo ha presentato questo secondo ciclo di episodi in compagnia di Alice Rohrwacher, che prende la sedia di regia per due degli episodi chiave della stagione, il 4 e 5, ambientati a Ischia e durante i quali si verificherà una rottura tra le due protagoniste che cambierà completamente il corso della loro amicizia e della loro vita.

Un secondo ciclo che, stando a quello che raccontano i realizzatori, si basa tutto sulla scoperta, la crescita, la novità e gli orizzonti che si espandono, sia geograficamente che mentalmente, con le due ragazza, ancora interpretate da Gaia Girace e Margherita Mazzucco, che da ragazze diventano donne.

Ne L’Amica Geniale – Storia del nuovo cognome si allargano gli orizzonti

Secondo Saverio Costanzo, L’amica geniale “è un insieme di aspetti differenti ed è difficile dare rilevanza a uno piuttosto che a un altro. Ci troviamo di fronte a una stagione molto diversa rispetto alla prima, perché siamo partiti negli anni ’50 e le persone parlano e ragionano come in quell’epoca. Abbiamo dovuto capire in che spazio ci muovevamo, che posto era questo rione. Elena per esempio non aveva mai visto il mare.” Ma le cose cambiano in Storia del nuovo cognome, che parte dagli eventi che seguono il matrimonio di Lila, scena con cui si chiude la prima stagione.

“Qui, piano piano si apre l’orizzonte e la drammaturgia di Ferrante accelera, gli scambi tra le protagoniste e con il mondo fuori diventano più importanti – prosegue Costanzo – L’orizzonte si allarga e c’è l’esigenza di qualcosa di nuovo. Di conseguenza, l’aspetto filmico che ha raccontato questa seconda stagione evolve con la Storia italiana, con la condizione sociale.”

l'amica genialePer quello che invece riguarda lo stile, il regista e autore della serie spiega: “Se la prima stagione si ispirava a un racconto neorealista, più ingenuo e posato, timido e didascalico, questa seconda stagione si permette, nello sviluppo dei fatti e degli eventi, una evoluzione cinematografica. Questo seguendo molto da vicino quello che è il romanzo, che è sempre stato il nostro filo rosso.”

Come accennato, Alice Rohrwacher si è occupata della regia dei due episodi cardine della stagione, e così Costanzo commenta il suo coinvolgimento: “Per me la presenza di Alice è un vero regalo, per noi, e non solo perché è un’artista con uno sguardo proprio. La struttura della serie si scombussola leggermente negli episodi di Ischia, 4 e 5, e vedrete che le carte si mescoleranno, l’anarchia della mia messa in scena prende forma in un altro modo, per uscire da questa parentesi con un sesto episodio che è quello della rabbia. La loro frattura, di Elena e Lila, è anche quella di un cinema che rompe i suoi schemi, per poi entrare sempre di più in un settimo episodio popolato da fantasmi che però ha i primi sussulti di rivoluzione. Siamo nel ’66 e i ragazzi cominciano a correre, la loro corsa di gioco diventa una corsa politica, un modo di imporre loro stessi, rispetto a un mondo adulto che è più fermo. Nell’ottavo episodio l’orizzonte torna ad allargarsi, in un’epica del ritorno, che chi è del sud ha vissuto ancora di più. Torniamo ad una forma originaria, come quando dall’esterno torniamo al nostro mondo che è rimasto uguale, eppure tutto diverso, perché le ragazze sono opposte.”

Alice Rohrwacher dirige gli episodi chiave della stagione

È la stessa Alice Rohrwacher ad intervenire, spiegando la sua entrata in scena sulla sedia di regia della serie quasi fosse un’esigenza drammaturgica di Costanzo: “Innanzi tutto l’intuizione di Saverio è stata quella di vedere in questi due episodi una specie di romanzo a sé, che rappresenta la prima rottura importante nella vita di Elena e Lila. Far entrare me e interrompere la relazione che le due attrici avevano con il regista è stata una vera rottura e per loro una grande prova. Loro sono cresciute nella relazione con Saverio e io mi sono ritrovata a subentrare, questa intromissione ha aiutato questi due episodi ad essere in continuità ma allo stesso tempo a portare un cambiamento che è l’inizio di un processo che si svilupperà anche al loro ritorno da Ischia.”

Quello di cui è certo il regista, è che la serie è in completo debito con la scrittura di Elena Ferrante, seguita come una Bibbia: “La possibilità di poter sperimentare in una forma del cinema con un linguaggio però fedele a quello televisivo viene dalla lettura del romanzo. Tutto quello che esiste ne L’Amica Geniale è in realtà suggerito da questo fantasma strano, con un nome finto, che ci accompagna, che ci segue, ma non c’è, inquietante, ma in realtà le sue pagine ci sono e sono il motivo per cui noi siamo qua ed è stato possibile lavorare in un modo così serio, sensato e profondo con il mezzo cinematografico.”

L'amica geniale: storia del nuovo cognome 1x02L’Amica geniale – Storia del nuovo cognome è una produzione Fandango, The Apartment e Wildside, parte di Fremantle, in collaborazione con Rai Fiction, in collaborazione con HBO Entertainment e in co-produzione con Mowe e Umedia. Nel cast della serie tornano Gaia Girace nei panni di Lila e Margherita Mazzucco in quelli di Elena.

La serie evento sarà suddivisa in quattro serate (8 episodi da 50’) in onda in prima visione mondiale su Rai1 e on line su RaiPlay da lunedì 10 febbraio alle 21.25. I primi due episodi nelle sale italiane solo il 27, 28 e 29 gennaio (distribuzione Nexo Digital).