Outlander 1×08 recensione dell’episodio con Tobias Menzies

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    outlander-key-art-600Il matrimonio, l’amore, la felicità, il dubbio: con l’emozionante finale di metà stagione Both Sides Now, Outlander saluta il suo pubblico rinviando ad aprile 2015 l’appuntamento con le battute finali e probabilmente più concitate del romanzo di Diana Gabaldon.

    Dopo aver scoperto con sua stessa sorpresa di non poter resistere a Jamie Fraser, Claire si cala perfettamente nei panni della moglie felice e innamorata del ragazzo dai capelli rossi condividendo con lui passione e sorrisi: ogni esitazione sembra sparita, i membri del clan hanno imparato a rispettarla e ad amarla, nulla potrebbe turbare quell’equilibrio a cui ha iniziato finalmente ad appartenere. Come previsto, non passa però troppo tempo prima che la situazione precipiti: sorpresa da alcune giubbe rosse in un momento di intimità con Jamie, Claire riavverte sulla sua pelle il peso del volto assai poco idilliaco del XVIII secolo, finendo per uccidere uno dei soldati con le sue stesse mani nel tentativo di salvarsi dall’ennesimo tentativo di stupro; sconvolta e tremante per lo shock, la ragazza si sveglia improvvisamente dal gentile torpore in cui era caduta rammentandosi non solo del marito che la sta ancora aspettando, ma anche di quanto fosse più comoda, pratica e rassicurante per lei la prospettiva di una vita nel XX secolo.

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    Proprio in quegli anni 40′ dalla fotografia malinconica e sbiadita, Frank ha trascorso le sue giornate a cercare la moglie e ad aspettare insonne il suo ritorno, non riuscendo ad accettare la possibilità caldeggiata persino dalla polizia che lei possa essere fuggita con un altro: messe per un po’ da parte l’uniforme e la crudeltà assoluta di Black Jack, Tobias Menzies ottiene lo screen time necessario per ritrovare Frank Randall rendendolo qualcosa di più di un ombra nel voice over di Claire, grazie a una sceneggiatura che insiste saggiamente nel mostrarci la sua disperazione per la mancanza della donna dalla quale era già stato separato troppo a lungo negli anni del Conflitto( interessante inoltre la scelta di regalargli uno scatto di rabbia repressa che sembra ripercorrere la linea di sangue del suo antenato); con Jamie a giocare in vantaggio nel ruolo di uomo perfetto, bisognava fare qualcosa per rendere comprensibile il dilemma di Claire e la scena dell’impossibile ricongiungimento al Cerchio di Pietre riesce magnificamente nell’intento, portandoci addirittura a sperare per un attimo che Mrs Fraser possa davvero tornare ad essere Mrs Randall.

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    Catturata nuovamente dai soldati inglesi e privata della prima concreta opportunità di tornare a casa, Claire viene condotta fra le grinfie del perfido Black Jack e lì rimane su Cliffhanger insieme a Jamie, pronto a salvarla pronunciando la più classica delle battute da film d’avventura, mettendo la firma definitiva sul perché abbiamo apprezzato Outlander: la nuova creatura di Starz è un prodotto dall’alchimia semplice, classico mix di amore e avventura da romanzo con una cornice affascinante e personaggi compatti e divisi nettamente, almeno per il momento, fra buoni e cattivi; in sella al destriero più bello e con indosso il nostro abito migliore, saremo felici di proseguire il viaggio nelle Highlands e goderci lo spettacolo.

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    Nata a Palermo nel 1986 , a 13 anni scrive la sua prima recensione per il cineforum di classe su "tempi moderni": da quel giorno è sempre stata affetta da cinefilia inguaribile . Divora soprattutto film in costume e period drama ma può amare incondizionatamente una pellicola qualunque sia il genere . Studentessa di giurisprudenza , sogna una tesi su “ il verdetto “ di Sidney Lumet e si divide quotidianamente fra il mondo giuridico e quello cinematografico , al quale dedica pensieri e parole nel suo blog personale (http://firstimpressions86.blogspot.com/); dopo alcune collaborazioni e una pubblicazione su “ciak” con una recensione sul mitico “inception” , inizia la sua collaborazione con Cinefilos e guarda con fiducia a un futuro tutto da scrivere .