Red Band Society 1×07 recensione dell’episodio con Octavia Spencer

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    All’Ocean Park Hospital di Los Angeles si sente la mancanza dell’Infermiera Jackson (Octavia Spencer), sospesa dal Dr. Adam  McAndrew (Dave Annable) per aver manomesso le analisi del povero Charlie (Griffin Gluck), e il club dei Braccialetti Rossi, composto da Leo (Charlie Rowe), Emma (Ciara Bravo), Jordi (Nolan Sotillo), Dash (Brian “Astro” Bradley) e Kara (Zoe Levin),  fa più di tutto pur di riaverla. Ma ad aprire loro gli occhi ci pensa il nuovo arrivato, Hunter (Daren Kagasoff), il più grande, e forse, anche il più consapevole dei reali problemi che si vivono tra le mura dell’Ospedale.

    Red Band Society 1x07Si intitola Know Thyself il settimo episodio della prima stagione di Red Band Society, la serie tv statunitense remake della fiction catalana di successo Polseres vergelle, ideata da Albert Espinosa,  sviluppata da Margaret Nagle e prodotta, tra gli altri, da Steven Spielberg. Come nel precedente episodio, anche in questo manca un po’ di suspense che riesca  a mantenere viva la storia, non tanto nella drammaticità, che non manca, ma piuttosto in qualcosa che dia il giusto peso a quello che accade. I quaranta minuti scorrono, sì, ma senza quell’empatia necessaria che vorrebbe subito portarti – come dovrebbe succedere per le serie tv – a guardare l’episodio successivo, anche se materialmente non ce n’è la possibilità. I ragazzi protagonisti, però, con le loro differenze caratteriali e le loro malattie, arrivano al cuore dello spettatore, che vorrebbe lottare insieme a loro per una vita normale.

    Red Band Society 1x07(2)Una vita che sembra sempre sospesa, incerta, e anche se negli ultimi episodi si è dato più spazio alle questioni sentimentali e frivole, ci ha pensato Hunter (Daren Kagasoff) a riportarli con i piedi per terra. Perché per chi si trova in Ospedale è facile dire e sentirsi dire “andrà tutto bene”, ma appena la realtà si presenta davanti ai loro occhi, le cose cambiano. Ed è quello che succede in Know Thyself, quando Kara, su tutti, realizza veramente quali siano le conseguenze delle loro malattie e come l’infermiera Jackson, nonostante i suoi modi burberi, sia indispensabile per tutti loro. Cosa confermata, poi, da alcuni strascichi della sua vita passata, che dimostrano tutta la tenerezza e la dedizione che ci mette nel suo lavoro. Sia loro sia noi telespettatori abbiamo bisogno di lei, altrimenti  Red Band Society non sarebbe la stessa.