Sibel Kekilli, la Shae di Game of Thrones, al Lucca Comics and Games 2018

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Ospite al Lucca Comics & Games 2018 c’era anche Sibel Kekilli, la Shae di Game of Thrones, morta nella quarta stagione per mano di Tyrion e, fino a quel momento, sua concubina. L’attrice, già protagonista de La Sposa Turca di Fatih Akin, è entrata da subito nello show, prima con un ruolo secondario, che pian piano è cresciuto, a mano a mano che il ruolo di Tyrion cambiava nella serie. A partire dalla seconda stagione, il personaggio acquisisce importanza, fino a rappresentare uno dei ruoli emotivamente più forti legati a Tyrion, personaggio amatissimo da tutti i fan della serie HBO: “Sono stata contattata quando la serie non era ancora uscita – ha raccontato Sibel – era il 2010 e non sapevo niente del progetto. Sapevo però che la HBO era importante, così ho deciso di accettare.” E a fare eco a ciò che tutti sostengono, ha aggiunto, in merito alla sua Shae: “La cosa davvero importante del personaggio di Shae è che ha reso Tyrion più umano, lo ha reso più accessibile alle persone.”

Come ogni attore che si avvicina a un personaggio già scritto in un romanzo, anche la Kekilli si è dovuta confrontare con il suo creatore, George R.R. Martin, ma sembra che per lei non sia stato affatto un confronto negativo: “George l’ho incontrato solo due anni dopo. Abbiamo parlato della fine del personaggio e lui mi ha detto che la mia Shae era migliore di quella che aveva scritto lui. Alla fine mi ha chiesto scusa per avermi ucciso e io ho pensato che forse era un po’ tardi. Sono rimasta in contatto con alcuni degli attori, mi sento con Lena Headey (Cersei) e con Conleth Hill che interpreta Lord Varys, ma chiamerei amico proprio George Martin, che mi ha invitato a Thanksgiving a casa sua, a Santa Fe, e aveva un tacchino più grande di me.”

sebil kekilliSi sa però che in Game of Thrones sono davvero pochi i personaggi ad avere vita lunga, così, quando Sibel ha scoperto che sarebbe morta nella quarta stagione, ha provato a contrattare per qualche episodio in più: “La mia prima reazione è stata di chiedere se si poteva lasciare Shae in vita per un altro po’ ma mi hanno detto di no, perché qualcuno doveva morire affinché la storia andasse avanti. È stato difficile. In realtà mi aspettavo di morire nella terza stagione poi mi sono rassicurata quando ho visto che non era così e ho iniziato a considerare l’idea che forse sarei salita sul trono alla fine, ma alla quarta stagione l’ho saputo e ho cercato di contrattare con gli showrunner, come si fa in un mercato turco, chiedendogli di darmi una stagione o due in più, ma non c’è stato niente da fare.”

Dopotutto la sua morte ha significato un momento di rottura profonda per Tyrion, e se il nano Lannister ha avuto finalmente il coraggio di abbandonare la sua pessima famiglia per cercarne una nuova, lo dobbiamo anche al dolore che lei gli ha inflitto.

Game of Thrones 8 sarà l’ultimo ciclo per la serie HBO e andrà in onda a partire dalla primavera del prossimo anno.

Chiara Guida
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice di Cinefilos.it, lavora come direttore della testata da quando è stata fondata, nel 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.
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