Supernatural 9×11 recensione dell’episodio con Jensen Ackles e Jared Padalecki

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Jasper Springs, Mississippi, 1863. Tre soldati dell’esercito confederato, in realtà demoni, sono di guardia per proteggere un Cavaliere, ma l’essere che gli dà la caccia è troppo potente e nessuno riesce a ostacolarlo. Tornando al presente, Crowley (Mark A. Sheppard) fa la leva sulla frustrazione di Dean (Jensen Ackles), incapace di rintracciare Gadreel, per convincerlo a uccidere Abaddon. Dopo avergli raccontato la leggenda della Prima Lama e dell’Arcangelo che la utilizzò per eliminare tutti, o quasi, i Cavalieri Infernali, Crowley ottiene l’aiuto di Dean e insieme danno il via alla caccia. Grazie a un incantesimo di locazione, il cacciatore e il Re degli Inferi giungono alla casa di Caino (Timothy Omundson), il Padre dell’Omicidio. Nel frattempo, Castiel (Misha Collins) sta continuando il processo di guarigione su Sam (Jared Padalecki) quando scopre che in lui c’è un residuo della Grazia angelica di Gadreel. Secondo gli Uomini di Lettere la Grazia si può usare per rintracciare l’angelo a cui appartiene, ma il processo d’estrazione è molto doloroso e, nel caso di Sam, anche letale.

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Nell’undicesimo episodio di Supernatural assistiamo alla formazione di due nuove coppie drammatiche, dovute a una scissione di cui non siamo troppi stupiti. In seguito all’ennesima bugia a fin di bene e alla relativa separazione, i fratelli Winchester prendono strade diverse: Sam è affiancato da una forza positiva, quella di Castiel, e Dean, invece, da una negativa, quella di Crowley. Angelo e demone fungono da spalla per i due protagonisti dello show e da catalizzatori per un nuovo intreccio, ma alla fine la versione che First Born offre della storia di Caino e Abele non riesce a celare l’abituale scheletro drammatico su cui si basa lo show. La scelta che compie Dean a fine episodio ne è la prova, il sacrificio è nel DNA dei Winchester; tuttavia, l’episodio scritto da Robbie Thompson, è senza dubbio determinante per l’evoluzione del filone principale.
Dietro la macchina da presa troviamo l’inglese John Badham, regista che nasce nell’ambiente televisivo ma si fa ricordare soprattutto per alcuni cult del grande schermo, come La febbre del sabato sera, Wargames – Giochi di guerra e Corto circuito. Badham non si presenta a mani vuote e porta con sé l’attore conosciuto sul set della serie tv Psych, Timothy Omundson, che incarna perfettamente la versione supernaturale del personaggio biblico Caino. L’altra guest è la canadese, Rachel Hayward, che interpreta Tara, cacciatrice e vecchia fiamma di John Winchester.

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Recuperando 0.4 m di telespettatori dall’ultimo episodio, First Born ottiene il miglior risultato non solo della nona stagione ma anche della settima e dell’ottava (2.65m). Il prossimo episodio, Sharp Teeth, andrà in onda martedì 28 gennaio su The CW