L’inizio in medias res di The Shannara Chronicles 1×03 ci riporta repentinamente al “furioso” cliffhanger dell’episodio pilota. Dopo il primo attacco da parte del nemico, i due giovani protagonisti (Austin Butler e Poppy Drayton) realizzano la gravità della situazione, ritrovandosi per la prima volta in balia di nuovi timori e incertezze. Questi spaventosi demoni alati chiamati Furie sembrano essere solo un piccolo antipasto di ciò che sarà l’armata del temibile antagonista Dagda Mor (Jed Brophy).

Per il momento, l’elfo malvagio e Allanon (Manu Bennett) sono i personaggi più accattivanti della vicenda, ed entrambi, specialmente il “druido buono”, sembrano nascondere un passato travagliato e sofferto. Purtroppo, sembra che la narrazione sia incentrata maggiormente sulla nuova generazione decisamente meno carismatica. La caratterizzazione, specialmente dei personaggi femminili, è ancora scialba, tranne per l’inaspettato atto di coraggio del mezz’elfo Wil che ci mostra per la prima volta il pericoloso potenziale delle pietre magiche. Queste ultime ricordano l’Anello di tolkieniana memoria. Un piccolo strumento magico capace di dar vita a un’immensa e proibita forza, che logora profondamente chi ne fa uso.

The Shannara Chronicles 1x03 3Insomma, il punto forte di The Shannara Chronicles non è di certo l’originalità, difetto che si porta dietro l’opera letteraria. Gli autori della serie MTv si sono limitati a dar vita alle pagine da cui è tratto il racconto, e per il momento, sia visivamente che narrativamente, hanno fatto un ottimo lavoro.

La narrazione seppur indirizzata ad un pubblico generalista, è fluida e non accusa momenti di stallo. Le scene d’azione sono adrenaliniche e girate a dovere. L’opera conosce i suoi limiti e non tenta di sovrastarli con trovate azzardate. È da apprezzare, per una produzione televisiva che si ispira al guilty pleasure più che alla ricostruzione fantastico-storica dei romanzi, il fatto che lo show stia alle regole; magari gli autori in futuro potranno fare come Wil (Austin Butler) e trovare il loro coraggio e alle loro doti nascoste. Probabilmente aspettano solo più fiducia dal pubblico, perché la trama ha tutte le carte in regola per svilupparsi bene. Per quello che riguarda gli effetti digitali, questi si sposano molto bene con i paesaggi naturali della Nuova Zelanda, dando vita ad una scenografia coesa ed efficace.

Chi cerca un’opera fantasy semplice, senza contaminazioni politico-sessuali, in Shannara troverà probabilmente El Dorado.