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Famiglia contro famiglia, casata contro casata, in The White Queen la Guerra delle due Rose prosegue con un ottimo terzo episodio che si guadagna tutta la nostra attenzione, grazie al maggiore approfondimento dedicato ai personaggi più intriganti e alle prime importanti mosse da questi compiute sulla scacchiera delle alleanze.

Prigioniero del Conte di Warwick(James Frain), che aveva cercato di far ascendere suo fratello minore George Duca di Clarence(David Oakes) sul Trono, Edward(Max Irons) viene in fine liberato e ricondotto dalla sua Elisabeth(Rebecca Ferguson), in lutto per l’esecuzione del padre e del fratello durante la rivolta: dopo il rifiuto di concedere a George la corona professato sia dal parlamento che dall’altro fratello di Edward Richard di Gloucester(Aneurin Barnard), lo status quo è dunque ripristinato e Warwick e il Duca di Clarence vengono prontamente invitati a corte, per ottenere il perdono reale e cercare di ricostruire una fragilissima pace fra le famiglie pur sotto gli occhi carichi di odio di Elizabeth.

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L’azzardosa cospirazione ordita dal “Kingmaker” Warwick rappresenta però soprattutto un’opportunità per conoscere finalmente da vicino le figlie Isabel (Eleanor Tomlinson) e Anne Neville(Faye Marsay), figure femminili affascinanti destinate a svolgere un ruolo fondamentale negli avvenimenti futuri.

 Unita a George da un matrimonio combinato, Isabel è remissiva e ubbidiente come ci si aspetterebbe da una ragazza di nobile famiglia cresciuta nei Secoli Bui: una volta rimasta incinta, la giovane viene usata dal padre e dal marito per tentare di conquistare una corona che la ragazza ripete costantemente di non volere e finisce per pagare amaramente le conseguenze del disegno della Famiglia; quanto Isabel è dolce e fragile, tanto la sorella minore Anne(è lei la vera protagonista di The Kingmaker’s Daughter, uno dei tre romanzi su cui si basa The White Queen) è ambiziosa, orgogliosa e desiderosa di potere lei stessa indossare un giorno il mantello dell’incoronazione.

Il contrasto fra le personalità delle due sorelle, entrambe usate come pedine più o meno consapevoli e quella di Elizabeth Woodville è estremamente marcato, ma le circostanze ci impediscono ancora una volta di patteggiare per la nostra eroina, la Regina Bianca che dà il titolo alla serie.

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Elizabeth è  al momento l’unica ad essersi sposata per amore e ad aver avuto l’opportunità di scegliere il proprio destino, ma i poteri magici che la contraddistinguono e che in parte condizionano le sue azioni le danno una marcia in più rispetto agli altri personaggi che invece di farci empatizzare con la sua causa finiscono per farla sembrare egoista e distaccata: pressata dall’esigenza di dare all’amato Edward un figlio e soprattutto al fine di battere sul tempo la gravidanza di Isabel Neville Elisabeth ricorre alla magia e all’aiuto della madre per avere la certezza di poter avere un maschio( destinato ad essere chiamato Edward come suo padre), ma a fare traboccare il vaso è però la tempesta che con fare vendicativo riesce a far scatenare sul Canale della Manica nella speranza di affondare la nave di George e Warwick, pronti ad approdare a Calais per riorganizzare le truppe e muovere ancora una volta Guerra contro Edward: la terribile scena del parto della povera Isabel, sorpresa dalle doglie proprio nel bel mezzo della tempesta, e il terrore della sorella Anne, costretta a un disperato tentativo di salvare il suo bambino, non può che spingerci a sostenere strenuamente il destino di due giovani che non possono contare su niente e nessuno e che vivono le loro vite in un mondo di uomini sordo a qualsiasi appello, pronto a voltar loro le spalle se non dovessero rivelarsi in grado di produrre l’erede tanto atteso.

 white-queen-margaret-beaufortAltra donna estremamente interessante continua a essere Margaret Beaufort(Amanda Hale), decisa a sostenere la ribellione mettendo a repentaglio persino la vita del suo stesso fratello pur di continuare a coltivare la speranza che l’amatissimo figlio Henry Tudor, al momento un ragazzino che a malapena riesce a riconoscerla come madre, possa un giorno sedere sul Trono d’Inghilterra. Nell’attesa che la storia faccia il suo corso, Margaret vive prigioniera dei suoi stessi sentimenti, chiusa in una morsa fra un marito buono e generoso che vorrebbe amarla profondamente e la passione segreta per Jasper Tudor, fratello del defunto marito e tutore del suo bambino.

Forti, risolute, pronte a sostenere immani sacrifici per amore dei figli, le donne di The White Queen hanno tutte una voce che attende di essere ascoltata, mentre gli uomini continuano a muovere le fila delle trame del potere senza però avere l’opportunità di divenire personaggi a tutto tondo( il George di David Oakes si affida più agli sguardi che alle parole, mentre l’Edward di Max Irons sta iniziando ad difendere la propria autorità di sovrano anche dinanzi alla moglie): che gli spettatori finiscano per preferire determinate voci ad altre è però inevitabile.

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Nata a Palermo nel 1986 , a 13 anni scrive la sua prima recensione per il cineforum di classe su "tempi moderni": da quel giorno è sempre stata affetta da cinefilia inguaribile . Divora soprattutto film in costume e period drama ma può amare incondizionatamente una pellicola qualunque sia il genere . Studentessa di giurisprudenza , sogna una tesi su “ il verdetto “ di Sidney Lumet e si divide quotidianamente fra il mondo giuridico e quello cinematografico , al quale dedica pensieri e parole nel suo blog personale (http://firstimpressions86.blogspot.com/); dopo alcune collaborazioni e una pubblicazione su “ciak” con una recensione sul mitico “inception” , inizia la sua collaborazione con Cinefilos e guarda con fiducia a un futuro tutto da scrivere .