True Blood 5

Ancora una volta è l’eroina dalla pelle color cioccolato e dai canini affilati ad inaugurare il terzo episodio della quinta stagione di True Blood.

Sempre più affranta e indispettita, Tara cerca per l’ennesima volta di liberarsi di Sookie e Lafayette, responsabili di averle dato una vita che disprezza. E così, mentre vaga assetata e disperata nell’oscurità delle boscaglie di Bon Temps, è solleticata dall’idea di aggredire una giovane ragazza rimasta in panne con l’auto. Dopo averci ripensato, decide di sfamarsi al Merlotte, dove Sam cerca di confortarla e aiutarla, offrendole riparo per la nottata nel congelatore della cucina. Intanto Sookie chiede aiuto a Pam, affinché la richiami, essendo la sua creatrice. Ma quest’ultima, distratta e sempre più intrappolata nella malinconia nei ricordi, la respinge e la caccia dal Fangtasia.

Presto Sookie, leggendo i pensieri di Sam, scopre il nascondiglio di Tara. Di lì a poco, tutti a Bon Temps scopriranno la nuova natura di Tara che, aiutata da Lafayette, sarà impegnata, ancora una volta, in una forsennata fuga. Intanto, dopo essere stata interrogata dallo sceriffo Bellefleur a proposito della scomparsa di Debbie, Sookie vuota il sacco e racconta tutta la verità ad Alcide.

Passando ad Eric e Bill, anche qui la situazione non cambia di molto. I due saldano uno stringente accordo con il Guardiano dell’Authority che, appoggiato dalla seducente Salomè, offre loro la possibilità di riscattarsi recuperando Russell Edgington. E, mentre vediamo lo strisciante reverendo Newlin essere assoldato in qualità di portavoce dell’Autorità al posto di Nan Flanagan, Eric e Bill vengono dotati di una pettorina monitorante, in grado di controllare tutte le loro azioni e ridurli in poltiglia in un attimo, se sorpresi nell’atto di ribellarsi agli ordini.

Gli evocativi flashback che, nel precedente episodio ci avevano mostrato il primo incontro di Pam ed Eric, quando lei era proprietaria di un bordello e lui il misterioso ed ombroso uomo in frac che l’aveva salvata dalle grinfie di un mal intenzionato, si tingono in questo episodio di una malinconica nota vintage e come previsto, vengono ampliati da interessanti particolari che sciolgono ogni mistero retrogrado circa la loro unione. Emergono i germogli del loro ancestrale legame e i dettagli del primo amplesso amoroso, quando Pam tagliandosi le vene, aveva implorato Eric di farsi trasformare in vampira.

Intanto Terry, sempre più turbato dagli inquietanti e soffocanti flash della guerra in Iraq, comunica ad Arlene la sua intenzione di partire con Patrick per risolvere questioni sulle quali è costretto a mantenere un certo riserbo.

Ad alleggerire l’episodio, il solito vecchio Jason che, per non smentire la sua fama da donnaiolo, tutto muscoli e testosterone, si intratterrà in una focosa sveltina con una sua ex insegnante incontrata al supermercato, in memoria dei vecchi tempi. Un errore che lo getta in preda ad una confusione emotiva che lo induce a rifiutare, impensabilmente, il sesso facile offertogli da Jessica.

Nessuna nota particolarmente stonata in un episodio che però, come largamente previsto, non ammicca, non rapisce, non si insinua nelle viscere e non riesce a tenere alta l’attenzione fino ai titoli di coda.

Gli eventi introdotti nei primi due episodi procedono un po’ a rilento, senza sorprendenti torsioni ma lasciando semplicemente emergere quanto ci si aspetta di vedere.

A dispetto del mancato sprint di cui soffrono i nuovi intrecci, sono proprio i romantici getti di un passato che ritorna alla mente, la cosa che più stuzzica la curiosità dello spettatore, invogliandolo a seguirne gli sviluppi.

Se il tema del fondamentalismo è quantomeno arricchito dalla confessione di Nora che, sotto tortura, ammette di essere devota al movimento dei sanguinisti, la nuova condizione di Tara, un po’ sterile, inizia già a stancare. La sua interminabile e infinita fuga contro tutto e tutti sembra un modo come un altro per temporeggiare e tamponare la mancanza di soluzioni narrative convincenti.

E, nell’attesa, non ci resta che lasciarci coccolare dal sapore retrò del doloroso e indimenticabile idillio che Pam, ancora sigilla gelosamente nel suo cuore.