Amore coniugale, amore filiale, amore fra amici e amore fra fratelli: ogni possibile declinazione del sentimento sembra destinata a soccombere miseramente nella premiere della quarta stagione di Vikings, che col suo titolo A Good Treason guarda alle spregevoli intenzioni dei personaggi con l’indulgenza con cui ogni traditore, avendo a cuore il proprio interesse e la necessità di sacrificare tutto alla sua ultima giustizia, prova a salvare sé stesso.
Si comincia con Aslaug, determinata a interrogare l’indovino sulla possibilità che una donna possa governare da sola auspicando che la fine di Ragnar stia per giungere a causa della malattia che ha portato con sè da Parigi: tornato per essere il degno successore del padre nella leadership del suo popolo, Bjorn decide di fare arrestare platealmente Floki per l’assassinio di Athelstan, ma quando Ragnar risorge dal suo male dimostrando di non essere ancora pronto per congedarsi dalla storia il suo disappunto nei confronti del figlio è palese.
Scollegare il personaggio di Bjorn da vecchie beghe sentimentali e concentrarsi sulla sua crescita per diventare Re potrebbe essere la scelta narrativa di cui il personaggio ha davvero bisogno, anche se questo significherà vederlo diventare sempre più simile a suo padre nel recidere legami familiari non più necessari alla sua causa; difficile definire invece il destino del sovrano, più che mai sospeso fra le proprie radici norrene e il bisogno di garantirsi l’ingresso nel Walhalla e l’attrazione irresistibile per le profanità cristiane e ignote che Athelstan ha così profondamente radicato nel suo animo.vikings
Pur funestato da una profezia che come una spada di Damocle pende costante sulla sua testa, il futuro di Lagertha sembra per il momento al sicuro grazie all’intervento di Kalf, disposto a condividere con lei il governo del Feudo a ragione del sostegno ricevuto durante la campagna Parigina: dopo 3 stagioni, la Guerriera interpretata da Katheryn Winnick continua a dimostrarsi uno dei personaggi femminili più carismatici e interessanti delle serie e non solo, pronta a sporcarsi le mani per difendere la propria indipendenza ma altrettanto a stringere nuove improbabili alleanze, quando queste le promettano di conservare quanto faticosamente conquistato in anni di battaglie contro un mondo di uomini.vikings ragnar
La chiusura dell’episodio appartiene comunque a lui, uno dei personaggi più amati della serie e che pur avendo iniziato da traditore era riuscito a riconquistare la fiducia del re dimostrandosi degno della più totale fiducia: Rollo sposa Gisla assicurandosi il suo posto fra le file dei Franchi (in una scena che ha quasi del comico considerando l’ostinazione della Principessa e la mimica facciale di Clive Standen) ma la freddezza con cui dimostra di aver fatto una scelta senza ritorno riguardo al suo futuro e alla sua lealtà parla da sola; il tempo di abbandonare l’ombra di Ragnar è finalmente arrivato.
 
RASSEGNA PANORAMICA
Alessia Carmicino
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Nata a Palermo nel 1986 , a 13 anni scrive la sua prima recensione per il cineforum di classe su "tempi moderni": da quel giorno è sempre stata affetta da cinefilia inguaribile . Divora soprattutto film in costume e period drama ma può amare incondizionatamente una pellicola qualunque sia il genere . Studentessa di giurisprudenza , sogna una tesi su “ il verdetto “ di Sidney Lumet e si divide quotidianamente fra il mondo giuridico e quello cinematografico , al quale dedica pensieri e parole nel suo blog personale (http://firstimpressions86.blogspot.com/); dopo alcune collaborazioni e una pubblicazione su “ciak” con una recensione sul mitico “inception” , inizia la sua collaborazione con Cinefilos e guarda con fiducia a un futuro tutto da scrivere .