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La violenza sul campo di battaglia è sempre stata una costante che in Vikings ha quasi sempre saputo conciliare il gusto dello spettacolo con un sincero avanzamento della trama e della psicologia dei personaggi, ma il dispiegarsi degli eventi nell’ottavo episodio di una quarta stagione ormai vicina al suo iato (dopo il decimo episodio) ci costringe a confrontarci con la repentina conclusione di una serie di trame e sottotrame che dopo averci impegnato a lungo si sono clamorosamente dissolte in un nulla di fatto, dimostrando di servire solo a rimpolpare di ulteriori scenari la leggenda scritta da Ragnar Lothbrok.

È proprio Ragnar, sempre più schiacciato dalla dipendenza e dal peso che la sua lunga scalata al potere gli ha imposto di pagare, a dovere lavare via con le sue mani lo spettro del fallimento rappresentato dal personaggio di Yidu: l’hype intorno all’introduzione di questo personaggio, straniero come Athelstan e fonte di curiosità per il nostro leader vichingo era molto alto, ma la sua repentina uscita di scena ci ha dimostrato che la misteriosa figlia dell’imperatore altro non era che un banalissimo diversivo, necessario per destabilizzare ulteriormente la figura di Ragnar: i vichinghi non sono mai arrivati in Cina, ma ci aspettavamo comunque qualcosa di più.

Le sorprese che riserva il Regno del Wessex segnano una svolta radicale nel gioco dei troni locale ma apparentemente sembra che le conseguenze di tali manovre non andranno a relazionarsi a breve termine col destino dei vichinghi: psicopatica e libertina la Principessa e poi Regina Kwenthrith era un personaggio promettente o quantomeno interessante come curioso fattore di disturbo nelle interazioni fra Wessex e Mercia, ma averla eliminata così brutalmente dopo averla resa tanto importante nelle stagioni precedenti è una decisione che lascia perplessi: l’intera scorsa stagione aveva alimentato la promessa di una sua attiva presenza sulla scacchiera grazie anche alla nascita di Magnus, ma a questo punto è difficile dire quando la trama del Wessex e i personaggi di Ecbert e Judith torneranno a essere più di meri riempitivi. vikings

Kattegat è sempre più lontana e le vicende di Aslaug e Harbard ci danno solo il piacere di vedere la regina più odiata dell’Alto Medioevo diventare furiosa con l’amante per il modo in cui lui l’ha trattata, ma la presenza del misterioso viandante ha davvero uno scopo ulteriore?

La scalata al potere di Rollo fra le fila dei Franchi si arricchisce di un altro gradino con la dipartita del Conte masochista e braccio destro dell’Imperatore, un’uscita di scena che avviene senza sorpresa alcuna e che lascia campo libero al Duca di Normandia e alla sua giovane sposa, apparentemente in attesa di un erede: giochi di potere, intrighi di corte, colpi di scena che seguono altri colpi di scena, nell’attesa di capire se la diluizione delle vicende per ben 20 episodi sarà valsa davvero la pena.vikings_s4e8_gallery_3-P

 
RASSEGNA PANORAMICA
Alessia Carmicino
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Nata a Palermo nel 1986 , a 13 anni scrive la sua prima recensione per il cineforum di classe su "tempi moderni": da quel giorno è sempre stata affetta da cinefilia inguaribile . Divora soprattutto film in costume e period drama ma può amare incondizionatamente una pellicola qualunque sia il genere . Studentessa di giurisprudenza , sogna una tesi su “ il verdetto “ di Sidney Lumet e si divide quotidianamente fra il mondo giuridico e quello cinematografico , al quale dedica pensieri e parole nel suo blog personale (http://firstimpressions86.blogspot.com/); dopo alcune collaborazioni e una pubblicazione su “ciak” con una recensione sul mitico “inception” , inizia la sua collaborazione con Cinefilos e guarda con fiducia a un futuro tutto da scrivere .