C’è grande attesa attorno al debutto di Vinyl, la serie della HBO che dal prossimo 14 Febbraio verrà trasmessa sul noto network cable. Lo show che arriverà in Italia su Sky Atlantic dal 22 Febbraio (il primo episodio sarà invece disponibile il giorno dopo la trasmissione americana per di più lingua originale con i sottotitoli), rappresenta il momento di massimo espressione per l’universo seriale americano. Si guarda nuovamente al passato ma, la HBO, lo fa con stile trasgressione ed un appeal sconfinato.

Nella New York degli anni ’70, Vinyl fotografa il cambiamento della scena musicale dell’epoca; fra vizi e poche virtù, droga ed eccessi di ogni tipo, la serie di Terrence Winter, prodotta da Martin Scorsese e dal celebre Mick Jagger, racconta in maniera intensa e dettagliata l’ascesa della musica rock nella cultura moderna, in un periodo in cui la stessa società, respirava aria di cambiamenti. Questo grande fermento creativo viene percepito da Richie Finestra (Bobby Cannavale) il quale la sua casa discografica è la prima a scommettere su questi nuovi artisti che, attraverso chitarre elettriche e testi di grande impatto, celebrano appunto questo cambiamento. Tutto ciò finirà però per sconvolgere la sua apparente quiete familiare. La moglie di Richie sarà interpretata da Olivia Wilde conosciuta sia al mondo televisivo che in quello cinematografico.

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Il primo dei dieci episodi previsti sarà diretto dallo stesso Martin Scorsese; per il regista si tratta di un ritorno in grande stile, almeno per quanto riguarda il mercato televisivo, dato che in passato ha realizzato (sempre per la HBO) l’epopea di Boardwalk Empire, serie tv di grande impatto visivo trasmessa per 5 stagioni. Seppur con tematiche diverse, anche Vinyl cercherà di raccontare, attraverso la finzione televisiva, un momento molto importare della pop culture; ed alla luce dei fatti sembra essere una serie necessaria per il momento civile e culturale che stiamo vivendo. E’ necessario illustrare – soprattutto alle nuove generazioni – cosa vuol dire combattere per la libertà di pensiero, cosa vuol dire fare la differenza ed investire sul proprio intelletto. La vita del discografico dissipato e della sua famiglia alla sbando, sono dunque il motore della vicenda e senza volerlo sono radicate all’interno della pop culture, una cornice di grande comunione per far conoscere, al mondo intero, una pagina della storia dell’umanità troppe volte ignorata e denigrata.

Questa è la prima hit serie del 2016 della HBO, una produzione molto attesa soprattutto per la sua colonna sonora che, il giorno dopo la messa in onda, sarà disponibile su tutte le piattaforme di streaming musicale. Un’ottima campagna di marketing per una serie quasi avveniristica.

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Nato e cresciuto in un piccolo centro vicino Napoli, Carlo fin da ragazzino, è rimasto sedotto dal mondo del cinema e dalle serie tv.  Lettore accanito di saghe fantasy (la sua preferita è Il Ciclo di Shannara), conosce a memoria le battute del film Marnie del grande Alfred Hitchcock; divoratore onnivoro di serie tv, è cresciuto tra la generazione di Beverly Hills e quella di Dawson's Creek anche se la sua serie tv preferita rimane Buffy. Adora tutto ciò che il regista JJ Abrams partorisce dalla sua mente, e vorrebbe essere il confidente di Steven Spielberg. Con una camera piena di gadget e DVD, Carlo si sente americano per adozione e coltiva il sogno di lavorare in una redazione giornalistica, ma soprattutto di  andar via dal piccolo centro dove vive per poter rincorrere il suo ormai più che ventennale sogno nel cassetto.