Cosa potrebbero fare tre adolescenti americani per uscire dall’anonimato e per aspirare ad incontrare le ragazze più belle della scuola? Esatto: Una festa che spacca. Ed è proprio con questo titolo, discutibile, che Project X (titolo originale) uscirà nelle sale italiane mercoledì 6 giugno.

La storia è abbastanza semplice: Thomas, Costa e J.B., in occasione del diciassettesimo compleanno di Thomas, decidono non solo di organizzare a casa del festeggiato un party indimenticabile, ma di affidare ad un filmmaker il compito di documentare l’intero svolgersi degli eventi. Durante la notte, però, le cose iniziano a prendere una strana piega: gli invitati sono molto più numerosi del previsto, alcool e droghe iniziano a fare effetto e così la Mercedes del padre di Thomas finisce dritta dritta nella piscina mentre uno spacciatore vendicativo dà fuoco alla casa con un lanciafiamme.

La commedia, diretta da Nima Nourizadeh e prodotta da Todd Phillips, il regista di Una Notte da Leoni, porta sullo schermo un preciso gruppo di ragazzi: quelli che, durante gli anni di scuola, restano sempre nell’ombra, invisibili e che trovano un modo per cambiare le regole, per essere famosi.

La produzione, per rendere nel modo più realistico possibile la condizione d’anonimato di questi adolescenti, ha ingaggiato come attori solo ragazzi alla loro prima esperienza nel cinema (con la sola eccezione di Thomas Mann) e, per aiutarli ancora di più a calarsi nelle parti, ha deciso che i personaggi avrebbero avuto lo stesso nome degli attori reali (Thomas Mann interpreta Thomas, Kirby Bliss Benton interpreta Kirby e così via).

Inoltre, per ottenere un effetto verosimile di caos, il progetto iniziale di girare tutto il film come una lunga soggettiva del film maker ufficiale della festa è stata modificata: il regista e il direttore della fotografia, infatti, hanno pensato che, al giorno d’oggi, qualunque persona con un telefonino può essere un film maker e che per rendere il tutto più credibile sarebbe stato interessante mostrare anche il punto di vista degli invitati. Dunque, durante le 25 notti di riprese sono state distribuite una dozzina di mini videocamere alle comparse, che hanno semplicemente ripreso ciò che accadeva intorno a loro e alcune di tali riprese sono finite, grazie all’enorme lavoro dei montatori, nella versione finale del film.

Vista la difficoltà di trovare una casa adatta ad ospitare per 25 notti 200 chiassose comparse, e destinata poi ad essere distrutta e bruciata, la produzione ha deciso di girare presso il Warner Ranch a Burbank, un set ricostruito che sembra un quartiere residenziale. Una curiosità interessante è che la casa prescelta per il film è proprio di fronte a quella usata come abitazione del personaggio di Roger Murtaugh (Danny Glover) in Arma Letale.

Nonostante abbia ricevuto un certo successo al botteghino (negli USA è finito al secondo posto durante il primo week-end di programmazione) Project X–Una festa che spacca è stato ampiamente attaccato dalla critica che l’ha definito, in generale, un film poco divertente, misogino e non originale. Alcuni giornalisti fuori dal coro, però, l’hanno invece paragonato ad Animal House di John Landis, commentando positivamente il lungometraggio e definendolo l’Animal House della iPhone Generation.

Per dire la nostra a proposito non resta che aspettare l’uscita italiana a giugno.