À l’ancienne – Come una volta è tratto da una storia vera? L’ispirazione dietro il film

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À l’ancienne – Come una volta è una commedia che costruisce la propria forza narrativa attorno a un’idea tanto assurda quanto irresistibile: due amici scoprono che il vincitore della lotteria del loro villaggio è morto prima di incassare il premio e decidono di prendere il suo posto, coinvolgendo l’intera comunità in un’improbabile truffa. Il film diretto da Hervé Mimran, con Didier Bourdon, Gérard Darmon e Chantal Lauby, alterna umorismo, malinconia e riflessioni sulla solidarietà, lasciando però molti spettatori con una domanda precisa: la vicenda raccontata è realmente accaduta?

La risposta è no, almeno dal punto di vista strettamente storico. À l’ancienne – Come una volta non ricostruisce fatti realmente avvenuti né si ispira a persone esistite. Dietro il film, però, esiste una storia particolare che riguarda la sua origine cinematografica e il modo in cui un’idea di fantasia è stata trasformata in un racconto capace di sembrare sorprendentemente plausibile. Comprendere questa genesi aiuta anche a cogliere meglio il significato del film e le ragioni per cui riesce a trasmettere una sensazione di autenticità.

À l’ancienne – Come una volta non è tratto da una storia vera, ma nasce dal remake di una celebre commedia irlandese

Chi cerca un fatto di cronaca realmente accaduto resterà probabilmente sorpreso. À l’ancienne – Come una volta è infatti un’opera completamente di finzione e non racconta un episodio documentato della storia francese o della Bretagna.

L’origine del film va ricercata invece in Svegliati Ned (Waking Ned Devine), la fortunata commedia irlandese del 1998 scritta e diretta da Kirk Jones. Il film originale raccontava praticamente lo stesso spunto narrativo: in un piccolo villaggio irlandese un uomo muore subito dopo aver scoperto di aver vinto la lotteria e gli abitanti organizzano un elaborato piano per incassare il premio al suo posto.

Per anni molti spettatori hanno creduto che anche Svegliati Ned fosse ispirato a una vicenda realmente accaduta. In realtà neppure quel film nasce da un evento storico. Lo stesso progetto fu sviluppato come una commedia originale, costruita intorno a un’idea volutamente surreale, capace però di richiamare l’atmosfera delle piccole comunità rurali e dei racconti popolari.

La versione diretta da Hervé Mimran mantiene questa struttura narrativa, trasferendo però l’azione dalla campagna irlandese alle coste della Bretagna. Cambiano i paesaggi, le tradizioni e il carattere dei protagonisti, mentre resta invariata la riflessione sul valore della comunità e sulla capacità delle persone comuni di unirsi davanti a un’occasione irripetibile.

Gérard Darmon e Didier Bourdon nel film À l'ancienne - Come una volta

L’ispirazione del film nasce da un’idea narrativa capace di sembrare incredibilmente plausibile

Pur essendo completamente inventata, la storia funziona perché parte da una situazione che potrebbe quasi sembrare possibile. La morte improvvisa del vincitore di una lotteria rappresenta infatti uno di quei paradossi che appartengono da sempre all’immaginario popolare e alle leggende contemporanee.

Secondo quanto raccontato dagli autori del film originale, l’idea nacque anche dal fascino esercitato da piccoli episodi di cronaca e da brevi notizie curiose pubblicate sui giornali, trasformate però in un racconto di fantasia. Non esiste un caso preciso da cui derivi la trama, quanto piuttosto una suggestione narrativa sviluppata fino alle sue conseguenze più estreme.

Nel remake francese questa intuizione viene ulteriormente adattata al contesto della Bretagna. L’isola immaginaria diventa una comunità periferica che vive con difficoltà l’isolamento geografico, il progressivo spopolamento e la sensazione di essere dimenticata dal resto del Paese.

È proprio questo scenario a rendere comprensibile il comportamento dei protagonisti. Jean-Jean e Henri non vengono presentati come criminali professionisti, bensì come uomini comuni che vedono nella vincita una possibilità di migliorare la vita propria e di chi li circonda. La loro scelta resta moralmente discutibile, ma il film costruisce attorno a loro un contesto umano che rende facile comprenderne le motivazioni.

Dal film originale alla versione francese: cosa cambia rispetto alla storia inventata

Il passaggio da Svegliati Ned a À l’ancienne – Come una volta non consiste in una semplice traduzione culturale. Hervé Mimran rielabora infatti la storia inserendo elementi profondamente legati al territorio francese e, soprattutto, alla cultura bretone.

Le riprese sono state effettuate nel Finistère, tra la Pointe du Raz, la penisola di Crozon, Landévennec e altre località della Bretagna occidentale. Sebbene il villaggio raccontato sia immaginario, gli scenari reali contribuiscono a dare autenticità all’intera vicenda.

Anche il tono cambia leggermente rispetto al film del 1998. Se l’originale privilegiava la comicità tipicamente irlandese, il remake francese guarda apertamente alla tradizione della commedia italiana degli anni Sessanta e Settanta, nella quale personaggi imperfetti finiscono coinvolti in situazioni moralmente ambigue senza perdere la simpatia del pubblico.

La figura di Nadège, interpretata da Chantal Lauby, assume inoltre un ruolo molto più centrale nello sviluppo della truffa, diventando progressivamente la mente organizzativa dell’intera operazione. Questo permette al film di ampliare il racconto corale della comunità, facendo emergere come il progetto finisca per coinvolgere quasi tutti gli abitanti dell’isola.

Gérard Darmon e Didier Bourdon in À l'ancienne - Come una volta

Perché À l’ancienne – Come una volta riesce comunque a sembrare una storia vera

Il fatto che À l’ancienne – Come una volta non sia tratto da una storia vera non diminuisce l’efficacia del racconto. Al contrario, gran parte del suo fascino nasce proprio dalla capacità di costruire personaggi credibili inseriti in un contesto realistico.

L’ambientazione, i dialoghi e le aspirazioni dei protagonisti evitano l’eccesso farsesco. Jean-Jean sogna semplicemente un futuro più sereno per la propria famiglia, Henri vorrebbe aprire una piccola pizzeria e concedersi finalmente quel viaggio rimandato per tutta la vita. Il denaro rappresenta un’occasione per cambiare un’esistenza ordinaria, non un mezzo per inseguire ricchezze smisurate.

La truffa diventa così un espediente narrativo attraverso cui riflettere sulla solidarietà, sull’amicizia e sui compromessi morali che possono nascere quando una comunità si sente abbandonata. È una prospettiva che affonda le radici nella migliore tradizione della commedia europea, dove il sorriso convive spesso con una sottile malinconia.

In definitiva, À l’ancienne – Come una volta non racconta fatti realmente accaduti. È una storia di finzione, derivata dal classico Svegliati Ned, che utilizza una situazione volutamente improbabile per parlare di desideri, legami umani e senso di appartenenza. Ed è proprio questa attenzione ai personaggi e alla dimensione collettiva a far dimenticare rapidamente quanto sia improbabile la premessa narrativa, lasciando allo spettatore la sensazione che, in un piccolo villaggio sperduto, qualcosa di simile avrebbe davvero potuto accadere.

Gianmaria Cataldo
Gianmaria Cataldo
Laureato con lode in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza e iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Lazio come giornalista pubblicista. Dal 2018 collabora con Cinefilos.it, assumendo nel 2023 il ruolo di Caporedattore. È autore di saggi critici sul cinema pubblicati dalla casa editrice Bakemono Lab.
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