Alla conferenza stampa dell’ultimo film di Emidio Greco Notizie degli scavi, sono presenti Giuseppe Battiston, Ambra Angiolini, Iaia Forte, Gianluca Arcopinto e lo stesso regista. Il clima è rilassato e subito si avverte l’armonia e la complicitàtra gli attori, che manifestano subito l’entusiasmo e la soddisfazione di aver fatto un film “controcorrente” rispetto al mood del momento.

 

E’ stata difficile la trasposizione cinematografica del racconto Notizie degli scavi (1964) di Franco Lucentini? E.G. In realtà questa doveva essere la mia opera prima. Mi sono subito innamorato di questo racconto e avevo intenzione di trasportarlo al cinema già quarantasette anni fa. In ogni caso ho cercato di mantenermi fedele al racconto di Lucentini. Tuttavia tengo a evidenziare due interventi che, a mio avviso, contribuiscono a caratterizzare il film nella sua autonoma valenza cinematografica. Il primo è il passaggio dalla prima alla terza persona: il racconto di Lucentini è scritto in prima persona, nel film la vicenda è raccontata in terza persona. Ciò comporta che il linguaggio dei personaggi, che è fedelmente quello del libro, conservi una verosimiglianza oggettiva. Una vera sfida per me e per gli attori. Il secondo intervento riguarda la visita agli scavi. Nel racconto letterario, la visita è solo raccontata; nel film è mostrata anche fisicamente: gli straordinari reperti archeologici sono documentati in tutto il loro fascino.

Che cosa rappresenta per Emidio Greco Notizie degli scavi. E.G “Notizie degli scavi” è tante cose: è un oggetto delicato, un esercizio di stile, l’invenzione di un personaggio straordinario, una lente con la quale guardare la realtà, un racconto morale innervato da una fortissima tensione etica. Se a tutto ciò si aggiunge l’apporto di una recitazione ammirevole di Giuseppe Battiston e di Ambra Angiolini, si comprende il piacere di aver realizzato il film.

Il racconto di Franco Lucentini è ambientato negli anni Sessanta. Perché nella trasposizione cinematografica si è deciso di ambientarlo nei giorni nostri? E.G Nel rileggere il racconto ho constatato come gli elementi che l’imposero all’ammirazione – l’invenzione del protagonista, il linguaggio dei personaggi, il significato profondo della visita agli scavi di Villa Adriana – conservino tutta la carica originaria e, nello stesso tempo, abbiano la capacità di rinviare a condizioni e temi del presente. Tanto che certi aspetti come: l’eccentricità del protagonista, la descrizione della vita nella casa equivoca, per sopravvenute circostanze politico-sociali ed economiche, appaiono più plausibili oggi che agli inizi degli anni Sessanta. Queste considerazioni mi hanno indotto e agevolmente consentito di ambientare la storia nei nostri giorni.

Giuseppe Battiston è stato difficile interpretare un ruolo, sicuramente impegnativo, come quello del professore? G.B E’ un ruolo che mi colpito subito. Per me è stato molto importante avere avuto la possibilità di gestire un personaggio del genere. Ringrazio Emidio di aver aspettato quarantasette anni prima di realizzare questo film.

Ambra come ti sei trovata in coppia con Battiston e a lavorare ancora nel “cinema d’autore”? A.A Il cinema d’autore è qualcosa che io cerco sempre, forse gli autori cercano un po’ meno me… La sceneggiatura del film l’ho trovata subito molto precisa, completa e stimolante. Avevo un po’ di paura all’inizio perché non sapevo quale fosse l’approccio migliore per interpretare il personaggio della Marchesa, poi grazie all’aiuto di Battiston e alla grande fiducia che Emidio mi ha dato ho capito la direzione che dovevo percorrere.