È stato presentato a Roma il film Natale a 5 stelle, diretto da Marco Risi e scritto da Enrico Vanzina, che lo ha dedicato a suo fratello, Carlo Vanzina, scomparso di recente. Il film è una produzione originale Netflix, e sarà disponibile sulla piattaforma di streaming a partire dal 7 dicembre. Liberamente tratto dalla commedia Out of Order di Ray Cooney, il film ha un cast composto da Massimo Ghini, Ricky Memphis, Martina Stella, Paola Minaccioni, Massimo Ciavarro, Andrea Osvart e Biagio Izzo.

Ambientato a Budapest, il film vede protagonista il presidente del consiglio italiano in visita ufficiale in Ungheria. Oltre ai suoi incontri politici, il Premier intende passare, di nascosto, qualche ora lieta in compagnia di una giovane onorevole dell’opposizione. Quando tutto sembra procedere per il meglio, i due amanti si ritrovano alle prese con un misterioso cadavere.

Ad aprire la conferenza stampa è Enrico Vanzina, che racconta di come sia nato il progetto. “Alcuni anni fa, dopo aver realizzato il film Un matrimonio da favola, io e mio fratello siamo entrati in contatto con Andrea Osvart che ci ha fatto leggere la commedia a cui si ispira il film. Abbiamo così iniziato a scriverne una trasposizione in chiave italiana, con dei riferimenti piuttosto forti con la politica italiana attuale. Prima di scomparire Carlo mi ha chiesto di affidare la regia a Marco Risi, poiché sapeva che non ce l’avrebbe fatta. Il film inizialmente si chiamava “Weekend a 5 stelle”, titolo pensato da Carlo, ma poi Netflix mi chiese di cambiare il titolo per farlo diventare un film di Natale. Ero molto indeciso, ma alla fine ho accettato e penso che anche Carlo avrebbe fatto lo stesso. Ho accettato perché penso che a distanza di 35 anni dal nostro primo film di Natale, questo film possa nuovamente raccontare l’Italia attuale. Purtroppo Carlo non ha potuto firmare la sceneggiatura, nonostante l’avessimo scritta all’85% insieme. Io ho solo aggiunto un 15% di contemporaneità politica in più. Questo film è leggero, ha dei toni farseschi, ma racconta la politica che da quest’anno è sempre più presente nelle nostre vite. È un film che nella sua semplicità, senza moralismo o sguardo critico, fa un quadro generale della situazione di oggi.”

La parola passa poi al regista Marco Risi, che commosso dal ricordo dell’amico Carlo dichiara: “Quando Enrico mi ha chiesto di fare questo film non c’ho dovuto pensare neanche un attimo. Con Carlo ho passato metà della mia vita. Volevo rendergli un ultimo tributo. Mentre giravamo pensavo a lui, a come avrebbe girato il film, se quello che stavo facendo gli sarebbe piaciuto. Fare questo film è stato come vivere ancora per un po’ con lui.”

Massimo Ghini, che nel film interpreta Franco Rispoli, presidente del consiglio italiano, rimane nel personaggio durante la conferenza stampa, ed esordisce dichiarando: “mi scuso se non potrò rimanere a lungo, ho una riunione a breve a Palazzo Chigi. Ad ogni modo, ho accettato questo ruolo, di interpretare me stesso, perché ho grande stima dei Vanzina. Il nostro è il governo del cambiamento e allora forse è giusto che anche io cambi e mi presti anche al cinema. Durante le riprese, e che si sappia, continuavo comunque il mio lavoro da presidente, correggendo congiuntivi e gerundi qua e là. Sono contento infine che tramite Netflix si possa mostrare in 190 paesi quella che è l’Italia del cambiamento e questa nostra esperienza politica, dura ma intensa.”

Alla domanda su come sia stato il rapporto di produzione con Netflix, Vanzina afferma che Netflix è entrato successivamente alla produzione, a sceneggiatura già completa. Non ci ha chiesto di cambiare nulla, ha solo preteso una correttezza totale per quanto riguarda l’estetica del film. Questo film verrà visto in tutto il mondo, aveva bisogno di essere curato il più possibile.”

“Per ottenere ciò mi sono concentrato molto sulla messa in scena del film. – continua Risi – Ho puntato sul ritmo, sull’evitare la volgarità o troppi riferimenti alla realtà. Mi dispiace un po’ che il film non esca in sala, ma considerando che in sala non ci va più nessuno preferisco che milioni di persone possano vederlo da casa. La fruizione sta cambiando, trovo inutile opporsi al cambiamento.”

“Prima mi piaceva scrivere lettere, – continua Vanzina sull’argomento – ora mi sono abituato alle novità portate dalla messaggistica istantanea. Bisogna accettare il cambiamento. La sala non morirà. Il nostro è un mondo democratico, chi vuole andare al cinema può farlo e il cinema rimarrà centrale. Se inizierà un nuovo filone di film natalizi su Netflix non saprei, ma se anche fosse lo accetterei volentieri. Poter assistere al cambiamento del mezzo cinematografico nella mia carriera è per me un privilegio. Anche Carlo era di questo parere.”